Intervista con Vincenzo Balsamo

ell'attività di Vincenzo Balsamo, nato a Brindisi nel 1935, ma lungamente vissuto altrove tra Roma ed il Veneto ed attualmente operante a Parigi e Verona, numerose sono le presenze in sale nazionali ed estere. Sin dalle opere figurative risalenti agli anni '50 e '60, attraverso gli anni '70 con i cicli della prima astrazione (quasi geometrica), le "Decomposizioni", opere informali, materiche; alle "Nebulose" dove il segno prevale sul colore; alle "Evocazioni" di richiamo surreale; alla seconda astrazione dei primi anni '80 si chiude quello che è da definirsi il periodo dell' "Analisi e sperimentazioni". Dal 1987, sino ai giorni nostri, ha inizio il suo momento più alto con l' "Astrazione lirica": opere dove la tecnica pittorica ci richiama al Divisionismo italiano ma espressa sotto una veste nuova mai vista prima. Il segno, il colore, la luce si compongono tra loro quasi volessero scrutare l' "io" umano.
Vincenzo Balsamo è da considerarsi, attualmente, uno dei massimi artisti dell'astrazione. Tra le mostre personali giova rammentare quelle a Roma alla galleria Il Camino nel 1961, a Zurigo, presso la galleria Burdeke nel 1965 e '67, a Bari alla galleria La Bussola ed a Genova alla galleria Carlevaro nel 1969, a Torino alla galleria Viotti nel 1970, a Roma alla galleria Tevere nel 1977, ad Amburgo alla Kunstmesse nel 1989, a Bologna all'Artefiera ed a Venezia alla Santa Apollonia nel 1990, a Milano alla Rassegna internazionale d'arte contemporanea nel 1991, a Madrid per In Arco nel 1993, a Parigi per Découvertes ed alla galleria Landsberg, poi a Cannes per Art Jonction nel 1994, alla galleria ValenteArteContemporanea di Finale Ligure e a Bari per l'Expo Arte nel 1995, a L'Aquila al Forte Spagnolo per la mostra antologica dal 1959 al 1996, nel 1996 alla Fondazione Mastroianni di Arpino, a Roma presso l'Accademia d'Egitto e a Mantova al Palazzo Ducale per la stessa antologica nel 1997, a Spoleto per il Festival dei Due Mondi alla galleria Fontana nel 1998, ad Atlanta (USA) alla galleria San Marco e a Parigi per il Carousel du Louvre nel 1999 ed a Torino presso i Ronchiverdi, al Parlamento Europeo e al Nagahama Museum nel 2001. Tra le rassegne di gruppo, anche queste fittissime nell'arco tra gli anni cinquanta e l'oggi, si citano le partecipazioni a Roma (X Quadriennale), Parigi, Zurigo, Gand, Dubrovnik (Biennale d'arte), Como, Milano, Nizza, Bologna, Madrid, Firenze, Verona, Atlantic City, Torino in manifestazioni di riguardo nazionale ed internazionale.


Leggendo la sua biografia, non si può che rimanere colpiti dalle innumerevoli vicende che l'hanno coinvolta. Ogni volta ha saputo rimettersi in discussione, personalmente come nell'applicazione pittorica. L'analisi e la sperimentazione che la vedono protagonista, passando dal periodo Figurativo alle Nebulose, sono parallele espressioni di vita vissuta? Da cosa trae soventemente ispirazione?

È vero, sia la mia vita privata, così come quella professionale, sono state caratterizzate da innumerevoli vicende. Ogni volta non solo mi rimettevo in gioco, ma quello che era stato fatto apparteneva al passato. I vari periodi artistici non sono altro che la ricerca della mia "strada", per trovare sempre qualcosa di nuovo e che mi appartenesse totalmente.
Non ho mai avuto paura di dover ricominciare, e i vari momenti pittorici non sono espressioni di quello che nel privato vivevo, ma sono stati come degli "scalini" di una scala che dovevo salire per raggiungere la mia vera identità artistica. Identità che è giunta, nel 1987, quasi per "magia" con le opere dell'astrazione lirica che mi accompagnano sino ai giorni nostri.
Per rispondere al secondo quesito non è una questione di ispirazione, quando sono davanti alla superficie entro in simbiosi con essa ed esiste solo quel "mondo" che si materializza poco per volta.


Innumerevoli mostre vedono Vincenzo Balsamo protagonista anche all'esterno dei confini nazionali. Un risultato importante che rappresenta l'obiettivo primario di molti Artisti. Ci può raccontare la sua personale esperienza? Come si è avvicinato al mercato internazionale?

Sin dagli anni '60 ho incominciato ad esporre all'estero, a mano a mano che gli anni passavano mi rendevo sempre più conto, soprattutto con le Fiere del settore (Fiac di Parigi, In Arco a Madrid, Kuntmesse di Amburgo e tante altre), che all'estero c'era una maggiore sensibilità al mio lavoro, probabilmente perché il mio mercato in Italia non era così consolidato come oggi.
Così ho scelto, a partire dal 1993, di vivere per alcuni anni a Parigi. Questo è stato per me un'ulteriore trampolino di lancio, al quale hanno fatto seguito le mostre all'estero anche per volere dei collezionisti (vedi l'ultima in Giappone).


Il viaggio e il movimento caratterizzano la sua vita e le sue Opere. Specie in Evocazioni (Ndr. fase espressiva dal 1978 -1979), il dinamismo è tangibile; la sperimentazione legata al dinamismo, da cosa tre origine? E' probabile che a volte, nell'impossibilità di trasferirsi fisicamente, abbia trasportato questo desiderio sulla tela, anche se inconsciamente?

Io ho sempre viaggiato molto, sia in Italia, sia all'estero, dove ho avuto modo di conoscere tanti artisti, ma anche poeti, scrittori, galleristi e mercanti.
Portate come esempio il dinamismo che si percepisce nelle "Evocazioni", e questo mi fa piacere, lo stesso si può dire delle "Nebulose", ma non credo che il dinamismo sia dovuto alla mia voglia di viaggiare e quindi "trasportato" nell'opera; forse solo in alcuni casi può essere stato fatto inconsciamente.
Io credo, piuttosto, sia dovuto alla volontà, come già spiegato precedentemente, di sperimentare sempre qualcosa di nuovo (Olio all'aerografo delle "Evocazioni", olio combusto delle "Decomposizioni", pennarelli ed olio per le "Nebulose" ecc.), per ricercare la mia libertà di pensiero attraverso l'espressione-ispirazione. La quale è ciò che spero di trasmettere sulla tela.


Sul sito www.vincenzobalsamo.com viene citata la numerosa critica e stampa che negli anni si è interessata alla sua produzione artistica. Non sempre però, il rapporto con i media trova un positivo e collaborativo riscontro. Nel sua caso personale, come vive questi incontri/scontri?

Devo dire che pur avendo conosciuto tanti critici e giornalisti non ho mai cercato un rapporto esclusivo con loro; io sono sempre stato un isolato, riservato forse anche per timidezza.
Oggi si dice: <<Essere manager di sé stessi>>, bene io non lo sono mai stato, ho sempre pensato a lavorare e ancora oggi passo anche quattordici ore davanti al cavalletto. Tutto questo non per supponenza, anzi, chi dimostra interesse verso il mio lavoro, nel bene come nella critica, io sono sempre disponibile a qualsiasi confronto.


Il rapporto con il web invece, come è da lei vissuto? Ama interagire con gli appassionati, tocca con mano la gestione del sito? In entrambi i casi (e relative varianti), quali motivazioni la spingono ad esplorare/evitare questa dimensione?

È una dimensione-realtà, per me, ancora alquanto sconosciuta, che poco per volta incomincio a scoprire; anche perché il mondo si evolve e poi è un modo interessante per interagire con "alcuni" appassionati alle nuove tecnologie.
Il sito (vincenzobalsamo.com) è gestito e curato da mio figlio Francesco e dall'amico Mauro di Torino, sarà compito loro aggiornarlo continuamente sia per le opere, gli apparati, il bookshop e quant'altro. Io sarò sempre a disposizione nel rispondere a chi vorrà porre dei quesiti; infatti, è stato creato un Form, nella pagina "Info", dove i collezionisti o semplici visitatori del sito possono usare per le loro domande

Per il 2002 sono state programmate numerose mostre, da Messina (15/06 al 07/07/2002) a Finalborgo - SV (24/08 AL 29/09/2002); Potrebbe suggerire ai visitatori il miglior modo di "vivere" le sue mostre"? E' necessario immaginare, identificarsi….

Sicuramente la condizione fondamentale è che le mie opere, essendo elaborate tutte sul
segno minuzioso e sulla vibrazione dei colori, siano esposte con la luce appropriata, e che siano osservate con la giusta attenzione e calma.
I titoli, che non ho mai amato mettere ma che a volte sono necessari, non vogliono essere vincolanti, bensì un invito verso lo spettatore a confrontarsi con il mio pensiero, con il mio "mondo" e ad immaginare-ricercare quello che più gli appartiene e quando ciò avviene è per me la gratificazione più alta.


Progetti futuri? Esiste un particolare sogno che deve ancora realizzare, come esporre in un determinato luogo con una particolare luce…?

Ci sono già alcuni programmi futuri in via di definizione, ma fino a quando non saranno certi preferisco non enunciarli.
Fra i "sogni", certamente, una grande partecipazione all'Arte Fiera di Bologna: presentando tutte opere inedite magari anche appartenenti ai periodi delle "Decomposizioni" e "Nebulose" che non ho mai voluto vendere e che conservo "gelosamente". Altresì ritornare in Giappone (visto il successo, inaspettato, ottenuto a Nagahama), per una nuova mostra - magari antologica- al Museo d'Arte Contemporanea o all'Istituto Italiano di Cultura di Tokyo.
Un altro posto dove ambisco esporre è sicuramente Milano con una mostra importante… chissà se questi "sogni" si realizzeranno.





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