Biografia: Nato a La Maddalena il 28 gennaio 1933 ha trascorso la sua infanzia a Genova fino al 1943.
Si trasferisce a Roma dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti al corso di scenografia, interessato com’era al teatro e al cinema.
Improvviso l’amore per la pittura lo avvicina, in principio agli espressionisti astratti americani, poi Gorky infine Matisse, di cui può studiare di persona le opere grazie ad una borsa di studio a Parigi nel 1961-62.
Questo lo porta per anni a dipingere quadri di ispirazione matissiana.Il viaggio a New York lo porta a dipingere paesaggi astratti chenon sono altro che i "suoi Matisse" esorcizzati e liberi.
Intrigato dal problema dell’inganno delle apparenze, di cui la pittura è metafora, l’illusione inventa il tema del suo lavoro. Non certo l’illusione meccanica degli "ottici" o degli iperrealisti, sì invece quella fatta di emozioni e passione.
Prima l’intercambiabilità vuoto-pieno nelle spaziature cielo-superfici vetrose dei grattacieli.
Poi, il tema del mare riprendendo la proposta dei "più e meno" di Mondrian.
E’ questo il motivo che gli ha permesso di coniugare passione e ragione.
La serie Imbre evoca l’inganno della pioggia le cui tracce percepiamo una volta scomparse,la superficie marina moltiplica l’allucinazione delle distanze.
"Imbre" in sardo antico vuol dire pioggia, deriva dal latino Imber, imbris.
Negli Orimonti, un ritorno alle sue origini astratte,
confluiscono tutte le sue esperienze: i quadri intendono coinvolgere lo spettatore nella decodificazione e ricostruzione di una serie infinita di paesaggi immaginari. | |