Biografia: Dopo aver studiato architettura, incomincia a dipingere verso il '55. Nel '58 vince ex aequo il premio S.Fedele e l'anno dopo tiene la sua prima mostra al Salone Annunciata. Nel '62 è presente alla mostra "Nuove prospettive della pittura italiana" al Palazzo di Re Enzo a Bologna, con un grande quadro spartito da due bande verticali, nel '64 è invitato alla Biennale di Venezia dove espone un trittico in cui le "bande" assumono funzione di partitura ritmico temporale. Nel '67 tiene una personale alla galleria l'Attico a Roma, presentato da G.C.Argan, e vi espone la sua prima opera "oggettiva" in cui superficie e tela sagomata costituiscono un tutto unico. Da qui in poi,la ricerca di Aricò evolve verso forme affini all'arte "minimal" statunitense: infatti le sue "strutture oggettive", pur essendo creazioni autonome, possono venire p'aragonate alle cosidette "shaped canvas".
Nel '68 Aricò è nuovamente invitato alla Biennale di Venezia dove presenta, in una sala personale, altri esempi di pittura oggetto a carattere strutturale secondo una nuova ricerca spaziale. Nel '70 espone a Milano alcune opere in cui adopera i consueti colori brillanti a strati, per ottenere un effetto finale di monocromia. L'anno successivo tiene un'antologica a Palazzo Grassi a Venezia dove riunisce le opere dal '68 in avanti, realizzate secondo un programma di "Work in progress". Nel '75, in occasione di una mostra alla galleria Rondanini di Roma, presenta un'opera di grandi dimensioni. L'anno dopo viene invitato alla mostra "Il colore nella pittura" a Modigliana di Forlì, che riunisce artisti interessati metodologicamente ai problemi cromatici. Nel '77 è presente con un'altra antologica al Padiglione d'Arte Contemporanea del comune di Ferrara. dal 1971 Aricò insegna scenografia all'Accademia di Belle Arti di Urbino: nel '78 ha realizzato una scenografia per il "teatro dell'assurdo" di Jean Tardieu al Salone Pier Lombardo di Milano. | |