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 ituali
figurati, tableaux vivants, neogotiche pale d'altare per i
misteri di una oscura religione. La critica si è sbizzarrita
per trovare definizioni che diano un'idea della pittura di
Saturno Buttò, Artista veneto, nato a Portogruaro nel
1957.
Si iscrive nel 1971 al Liceo Artistico di Venezia e successivamente
all'Accademia di Belle Arti, diplomandosi al corso di Pittura
nel 1980.
Fondamentale l'esperienza veneziana per la sua formazione
classica, quasi dieci anni di continuo lavoro a matita su
carta, senza variazioni al rigore monocromatico dei disegni.
Il decennio seguente si connota per una costante ricerca di
perfezionamento della tecnica ad olio, un lavoro solitario
in studio che, anno dopo anno, lo condurrà ad una interpretazione
del tutto personale e che sfocerà negli anni '90 nello
stile unico delle tavole che lo hanno fatto conoscere al pubblico.
Solo nel 1993 pubblica un catalogo monografico: "Ritratti
da Saturno", ed espone per la prima volta.
Saturno vive e lavora a Bibione (VE).
Una formazione artistica di stampo classico, fedele alla
forma e al disegno.
La volontà di sperimentare e di osare. Quanto di questi
elementi seppur contrastanti hanno inciso sul suo operare
e quali le modalità dell'attuale coesistere?
Il disegno classico è una mia vocazione, non c'è
mai stata esitazione. Dal primo anno di liceo e ancora oggi,
il mio approccio alla superficie bianca è con matita
e modello, per una soluzione figurativa dell'idea. Consapevole
comunque del rischio (rapportandomi alla moderna ricerca artistica)
che questa scelta comporta: un'arte accademica, di maniera,
troppo spesso legata alla esecuzione tecnica fine a se stessa.
E forse per questo, che la mia attenzione si concentra su
situazioni inusuali rispetto alla tematiche, che comunemente,
caratterizzano pittori figurativi. Tuttavia non ho mai forzato
le idee, mi lascio semplicemente condizionare dal mio gusto
per le cose
Ciò che rappresento oggi, è
il risultato di un piacere visivo unito "purtroppo"
ad un piacere pittorico, del quale non so rinunciare.
L'elemento umano nelle sue opere è rivisitato costantemente
in chiave psicologica; un risvolto catartico a favore dell'artista
o a disposizione di coloro che osservano le opere?
Generalmente non mi preoccupo della reazione che il pubblico
ha davanti alle mie Opere. Dipingo per me stesso e un fine
catartico non lo escluderei. Mi sento di dire che dipingendo
cerco qualche cosa che soddisfi le mie curiosità, sono
attratto da quello che non conosco, spesso dal lato negativo
della psicologia umana, quello che dovremmo tenere nascosto,
quello che è "peccato", magari per esorcizzare
delle paure
Se poi qualcuno viene iniziato ad un percorso
catartico dai miei Quadri
significa che non faccio decorazione
e questo è bene.
L'Artista da sempre riveste una funzione sociale che muta
a seconda dei tempi, quale la sua "missione"?
Faccio una operazione che, spero, si possa ricondurre al tempo
storico in cui viviamo. Il mio "contributo sociale"
è quello di documentare degli aspetti del costume quotidiano,
magari bizzarro, ma verosimile. Non c'è un messaggio,
solo il prendere atto di una realtà che può
essere interpretata in modi diversi a seconda del gruppo di
appartenenza.
Che valore assume il contributo degli utenti di internet
in relazione al suo operare?
Sono sicuro che internet mi sta dando molto in termini di
divulgazione di immagine. Senza alcuno sforzo, mi ritrovo
con decine di contatti al giorno e, cosa più importante,
da tutto il mondo.
Consiglierebbe ad un giovane artista di avvalersi della
rete per emergere?
Innanzi tutto è necessario che il "giovane"
sia consapevole della propria personalità artistica
prima di esporsi ad un pubblico molto vasto, detto questo,
penso proprio che la rete sia uno degli elementi su cui muoversi,
non necessariamente quello prioritario.
In base alla sua personale esperienza, quali passi fondamentali
dovrebbe muovere un giovane artista che desidera emergere
in questo particolare momento dell'arte italiana?
Concentrarsi sul proprio lavoro, mettere via più
materiale possibile, senza pensare di esporre in qualche galleria
subito e ad ogni costo, poi crearsi un catalogo di presentazione,
possibilmente ben fatto, visitare mostre e fiere d'arte
sicuramente
qualcosa accadrà
Io ho fatto così.
Progetti futuri in Italia e all'estero?
L'ultima mostra in Italia è stata:"Cerimonie"
allo Youngmuseum palazzo ducale di Revere (MN), settembre
'01, mentre l'ultima esposizione in ordine di tempo: "Homage
to desire" febbraio 2002 si è tenuta alla Glassgaragegallery
a Los Angeles. La prossima mostra " Fetish garden"
sarà ospitata alla Nuovartesegno di Udine, dal 1 giugno
'02. Seguiranno negli Stati Uniti, New York e San Francisco
a fine anno.
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