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Raku, scultura in ceramica e pittura si alternano costantemente
nella sua produzione; non è frequente incontrare un’artista
abile nel spaziare in ambiti così diversi seppure facenti
parte di un unico universo artistico…com’è
nata questa passione?
Dipende dai punti di vista, noi sappiamo bene che
la completezza di forma prevede la conoscenza scultorea, pittorica
e spaziale… questo lo attestano i grandi Artisti del
passato che erano al contempo pittori, scultori e architetti,
ma confermano questo indirizzo altri Artisti contemporanei
che a questi ruoli aggiungono quelli di fotografi e registi…
io credo che quando si agisce con fare artistico nei campi
visuali sia importante esplorarne il più possibile,
poi naturalmente ciascuno sceglie il suo modo di espressione,
nel mio caso essere nato a Faenza ( città di ceramiche)
è stato inevitabile un confronto con l’argilla…seppur
tardivamente e attraverso una tecnica non ortodossa.
Nel corso di questi anni, ha avuto la possibilità
di partecipare ad innumerevoli mostre, sia personali che collettive,
in Italia e all’estero.
Avere l’occasione di confrontarsi con i collezionisti
e gli appassionati e non ultimo, con gli Artisti che partecipano
alle collettive, quanto influisce sul proprio fare Artistico?
L’influenza se c’è stata è
quella di aver assimilato quello che oggi si chiama “sistema
dell’Arte”… ma ieri era lo stesso in altre
forme, credo che ogni Artista debba confrontarsi con il sistema
in cui vive questo non vuol dire accettarlo ma certamente
conoscerlo per poi accettarlo, cambiarlo o rifiutarlo secondo
le proprie inclinazioni, per quello che riguarda le contaminazioni
artistiche ben vengano ma non solo dal sistema dell’Arte
ma da tutto quello che riguarda il linguaggio visivo universale;
oggi viviamo nella globalizzazione nel bene e nel male.
Nelle
sue opere ricorrono figure umane, protagoniste non in quanto
uomini o donne ma piuttosto per il loro esserci. Cosa desidera
trarre dalla figura umana? Cosa simboleggia il copricapo che
le sue figure indossano costantemente?
Queste figure ci rappresentano in qualità
di una umanità che si trova suo malgrado al centro
di un universo animato e quindi in parte responsabile del
funzionamento di un meccanismo che li contiene e del quale
fanno parte come comparse attive… si potrebbe pensare,
per analogia, ai servi muti del teatro NO che con la loro
presenza discreta ne agevolano il meccanismo teatrale…
il copricapo rappresenta il senso magico di tutta l’operazione…
ma forse sono stato troppo profondo e per sdrammatizzare come
fanno spesso i bambini queste figure non sono altro che grandi
Puffi!
Il sito internet www.montuschi.it permette agli appassionati
di accostarsi alla sua Opera, scorrendo le immagini, organizzate
per anni, quasi a dimostrazione dell’evolversi della
sua produzione. Com’è nata l’idea di creare
un sito internet e quali obiettivi desidera raggiungere?
Questo sito nasce prima di tutto da un mio coinvolgimento
con la grafica computerizzata, nel 2000 preparai una esposizione
per il Teatro Valle di Roma che abbinava grandi stampe a plotter
su alluminio con grandi sculture in Raku a significare quello
che dicevo prima sulle esperienze Artistiche, in secondo luogo
(anche se forse non evidente) tutto il mio lavoro pittorico
procede da bozzetti al computer che mi permettono di verificare
in brevissimo tempo abbinamenti di colori spostamenti grafici
nella composizione… come d’altronde facevano in
tempi diversi gli artisti a mano.
…Poi piano piano, ricordo che nel 1999/2000 ero a Parigi
con i miei Cdrom pieni di Immagini ma solo un 10% di Gallerie
erano provviste di computer, internet ha preso campo e oggi
quasi tutte le gallerie ne sono dotate, e questo finalmente
mi permette di presentare un lavoro in tempo reale a distanza
evitandomi molti spostamenti dannosi alla mia pigrizia.
In qualità di Artista, ritiene che sia ancora
possibile far arte in modo autonomo, non essendo influenzati
dalle tendenze del mercato?
Credo
che sia indispensabile seguire la propria strada oggi ancora
più di ieri, le tendenze cambiano a velocità
della luce e molti che pensano di inseguirle poi si trovano
sempre fuori tempo… se e quando il lavoro incontra la
tendenza può essere agevolato nel suo percorso in quel
momento ma questo è assolutamente indipendente dalle
qualità e forza di comunicazione che l’opera
deve mantenere nel tempo, qualità che non si trovano
nella tendenza di mercato ma nell’essere testimone del
tempo in cui si vive.
Essere presenti anche in ambito internazionale è
l’obiettivo di ogni Artista ma in pratica, questa opportunità
è appannaggio di pochi. Quali sono gli ostacoli più
frequenti secondo lei?
Per la mia esperienza che mi ha permesso di presentare
il mio lavoro per alcuni anni fuori dal mio Paese, in Francia
con una galleria di Parigi, posso dire che sicuramente vivere
in un centro Artistico internazionale come Parigi o New York
certamente porta dei benefici per poter essere apprezzati
in ambito Internazionale, benefici per il lavoro che si viene
a svolgere in un cantiere multiforme, ma è indispensabile
vivere anni in quell’ambiente per poterne usufruire
dei vantaggi. Ci sono poi altre occasioni anche dietro l’angolo
ma come sempre bisogna intuirle e approfittarne carpe diem.
Progetti futuri? Esiste un luogo ove desidererebbe
vedere, in modo particolare, esposta una sua Opera?
Per me non è importante vedere una mia opera
in un posto particolare, almeno per ora, ma mi piacerebbe,
questo si, lavorare in un posto particolare…
Per i Progetti futuri in cantiere c’è una esposizione
in Ottobre a Prato da Armanda Gori Arte con la pubblicazione
di un cofanetto di serigrafie sul tema di San Brandano, poi
sto lavorando ad un mazzo di Tarocchi che dovrei realizzare
con la Galleria Navona 42 di Roma ( con la quale ho realizzato
per questo anno un calendario sui simboli astrologici), poi
le solite partecipazioni a Fiere, Padova Bari con varie gallerie…
ma soprattutto un lavoro continuativo in studio.
EMail :
info@montuschi.it
Web : http://www.montuschi.it
Giancarlo
Montuschi nasce a Faenza il 9 agosto 1952. Appena
ventenne tiene sua prima personale alla Galleria Sire di Faenza.
Nel 1988 vince il premio della giuria al
Concorso Internazionale della Ceramica di Vallauris, città
dove lavorò Pablo Picasso.
Nel 1989 partecipa al Premio Suzzara, a cura
di R. Barilli, R. De Grada, F. Caroli. Nel 1990 la
Galleria Comunale di Faenza ospita una sua estesa personale.
Nel 1992 tiene due personali, una alla Galleria
Il Granicolo presentata da Giuliano Serafini, l’altra
alla Galleria L’Idioma di Ascoli Piceno.
Nel 1993 partecipa a Scarpentola esposizione,
ideata dallo stilista Samuele Mazza, itinerante nelle principali
capitali internazionali.
Nel 1994 è invitato alla manifestazione
Glass and art, esposizione di opere realizzate sui vasi prodotti
dalle vetrerie valdarnesi. Nel 1995 espone
alla Galleria Comunale d’Arte contemporanea di Arezzo
nella mostra Arezzo 95 dalle ultime generazioni , catalogo
a cura di Loffredo Michele con introduzione di Enrico Crispolti.
Nel 1996 Sansepolcro, città di Piero
della Francesca, gli dedica la sua prima antologica allestita
nei locali della ex chiesa di San Giovanni, dove anticamente
si trovava il Battesimo di Piero della Francesca. Sempre nel
1996 partecipa alla mostra “Lontano
da Itaca”.
Nel 1997 la Galleria La Loggia a Sansepolcro
gli dedica una mostra personale, esponendo sia opere recenti
che opere storiche, suscitando forte interesse nel pubblico.
Sempre dal 1997 frequenta la scena artistica
parigina, le sue opere sono esposte a Saint-Germain dalla
Galleria G.N.G., che si occupa della loro diffusione nelle
principali fiere d’Arte europee. Nel 1998
partecipa a Colori su Fonopoli , mostra organizzata dalla
Galleria Navona 42 di Roma in collaborazione con il cantante
Renato Zero. Sempre in questo anno i suoi Libri d’Artista
vengono esposti nella mostra Original Book, itinerante in
varie sedi internazionali. La città di Saint-Emillion
lo nomina tra i membri della Jurat de Saint-Emillion e in
questa città sono tuttora esposte le sue opere nei
locali del Museo della Ceramica.
Nell’anno2000 viene organizzata dalla
Galleria Navona 42, al teatro Valle di Roma, la mostra Lo
Specchio che fugge , grandi sculture in ceramica e opere digitali.
Sempre in questo anno inizia la produzione di carte dedicate
ai Bestiari immaginari esposti per la prima volta a Roma nella
libreria Bibli dalla galleria Navona 42.
Nel 2002 la Galleria La Loggia di Sansepolcro
ospita di nuovo nei suoi ampi spazi una personale dell’artista
“Dal visibile all’invisibile”, pubblicando
un catalogo dedicato alle opere eseguite nell’anno 2001,
con critica del Prof. Emidio De Albentiis.
L’artista ha esposto nelle città di New York,
Londra, Parigi, Vienna, Gand, Strasburgo, Ginevra, Dusseldorf,
Nizza, Milano, Roma, Bologna, Firenze, Perugina e Bari.
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