Intervista con Giancarlo Montuschi

ecnica Raku, scultura in ceramica e pittura si alternano costantemente nella sua produzione; non è frequente incontrare un’artista abile nel spaziare in ambiti così diversi seppure facenti parte di un unico universo artistico…com’è nata questa passione?

Dipende dai punti di vista, noi sappiamo bene che la completezza di forma prevede la conoscenza scultorea, pittorica e spaziale… questo lo attestano i grandi Artisti del passato che erano al contempo pittori, scultori e architetti, ma confermano questo indirizzo altri Artisti contemporanei che a questi ruoli aggiungono quelli di fotografi e registi… io credo che quando si agisce con fare artistico nei campi visuali sia importante esplorarne il più possibile, poi naturalmente ciascuno sceglie il suo modo di espressione, nel mio caso essere nato a Faenza ( città di ceramiche) è stato inevitabile un confronto con l’argilla…seppur tardivamente e attraverso una tecnica non ortodossa.

Nel corso di questi anni, ha avuto la possibilità di partecipare ad innumerevoli mostre, sia personali che collettive, in Italia e all’estero.
Avere l’occasione di confrontarsi con i collezionisti e gli appassionati e non ultimo, con gli Artisti che partecipano alle collettive, quanto influisce sul proprio fare Artistico?

L’influenza se c’è stata è quella di aver assimilato quello che oggi si chiama “sistema dell’Arte”… ma ieri era lo stesso in altre forme, credo che ogni Artista debba confrontarsi con il sistema in cui vive questo non vuol dire accettarlo ma certamente conoscerlo per poi accettarlo, cambiarlo o rifiutarlo secondo le proprie inclinazioni, per quello che riguarda le contaminazioni artistiche ben vengano ma non solo dal sistema dell’Arte ma da tutto quello che riguarda il linguaggio visivo universale; oggi viviamo nella globalizzazione nel bene e nel male.

Nelle sue opere ricorrono figure umane, protagoniste non in quanto uomini o donne ma piuttosto per il loro esserci. Cosa desidera trarre dalla figura umana? Cosa simboleggia il copricapo che le sue figure indossano costantemente?

Queste figure ci rappresentano in qualità di una umanità che si trova suo malgrado al centro di un universo animato e quindi in parte responsabile del funzionamento di un meccanismo che li contiene e del quale fanno parte come comparse attive… si potrebbe pensare, per analogia, ai servi muti del teatro NO che con la loro presenza discreta ne agevolano il meccanismo teatrale… il copricapo rappresenta il senso magico di tutta l’operazione… ma forse sono stato troppo profondo e per sdrammatizzare come fanno spesso i bambini queste figure non sono altro che grandi Puffi!

Il sito internet www.montuschi.it permette agli appassionati di accostarsi alla sua Opera, scorrendo le immagini, organizzate per anni, quasi a dimostrazione dell’evolversi della sua produzione. Com’è nata l’idea di creare un sito internet e quali obiettivi desidera raggiungere?

Questo sito nasce prima di tutto da un mio coinvolgimento con la grafica computerizzata, nel 2000 preparai una esposizione per il Teatro Valle di Roma che abbinava grandi stampe a plotter su alluminio con grandi sculture in Raku a significare quello che dicevo prima sulle esperienze Artistiche, in secondo luogo (anche se forse non evidente) tutto il mio lavoro pittorico procede da bozzetti al computer che mi permettono di verificare in brevissimo tempo abbinamenti di colori spostamenti grafici nella composizione… come d’altronde facevano in tempi diversi gli artisti a mano.
…Poi piano piano, ricordo che nel 1999/2000 ero a Parigi con i miei Cdrom pieni di Immagini ma solo un 10% di Gallerie erano provviste di computer, internet ha preso campo e oggi quasi tutte le gallerie ne sono dotate, e questo finalmente mi permette di presentare un lavoro in tempo reale a distanza evitandomi molti spostamenti dannosi alla mia pigrizia.

In qualità di Artista, ritiene che sia ancora possibile far arte in modo autonomo, non essendo influenzati dalle tendenze del mercato?

Credo che sia indispensabile seguire la propria strada oggi ancora più di ieri, le tendenze cambiano a velocità della luce e molti che pensano di inseguirle poi si trovano sempre fuori tempo… se e quando il lavoro incontra la tendenza può essere agevolato nel suo percorso in quel momento ma questo è assolutamente indipendente dalle qualità e forza di comunicazione che l’opera deve mantenere nel tempo, qualità che non si trovano nella tendenza di mercato ma nell’essere testimone del tempo in cui si vive.

Essere presenti anche in ambito internazionale è l’obiettivo di ogni Artista ma in pratica, questa opportunità è appannaggio di pochi. Quali sono gli ostacoli più frequenti secondo lei?

Per la mia esperienza che mi ha permesso di presentare il mio lavoro per alcuni anni fuori dal mio Paese, in Francia con una galleria di Parigi, posso dire che sicuramente vivere in un centro Artistico internazionale come Parigi o New York certamente porta dei benefici per poter essere apprezzati in ambito Internazionale, benefici per il lavoro che si viene a svolgere in un cantiere multiforme, ma è indispensabile vivere anni in quell’ambiente per poterne usufruire dei vantaggi. Ci sono poi altre occasioni anche dietro l’angolo ma come sempre bisogna intuirle e approfittarne carpe diem.

Progetti futuri? Esiste un luogo ove desidererebbe vedere, in modo particolare, esposta una sua Opera?

Per me non è importante vedere una mia opera in un posto particolare, almeno per ora, ma mi piacerebbe, questo si, lavorare in un posto particolare…
Per i Progetti futuri in cantiere c’è una esposizione in Ottobre a Prato da Armanda Gori Arte con la pubblicazione di un cofanetto di serigrafie sul tema di San Brandano, poi sto lavorando ad un mazzo di Tarocchi che dovrei realizzare con la Galleria Navona 42 di Roma ( con la quale ho realizzato per questo anno un calendario sui simboli astrologici), poi le solite partecipazioni a Fiere, Padova Bari con varie gallerie… ma soprattutto un lavoro continuativo in studio.

EMail : info@montuschi.it
Web : http://www.montuschi.it

Giancarlo Montuschi nasce a Faenza il 9 agosto 1952. Appena ventenne tiene sua prima personale alla Galleria Sire di Faenza. Nel 1988 vince il premio della giuria al Concorso Internazionale della Ceramica di Vallauris, città dove lavorò Pablo Picasso.
Nel 1989 partecipa al Premio Suzzara, a cura di R. Barilli, R. De Grada, F. Caroli. Nel 1990 la Galleria Comunale di Faenza ospita una sua estesa personale. Nel 1992 tiene due personali, una alla Galleria Il Granicolo presentata da Giuliano Serafini, l’altra alla Galleria L’Idioma di Ascoli Piceno.
Nel 1993 partecipa a Scarpentola esposizione, ideata dallo stilista Samuele Mazza, itinerante nelle principali capitali internazionali.
Nel 1994 è invitato alla manifestazione Glass and art, esposizione di opere realizzate sui vasi prodotti dalle vetrerie valdarnesi. Nel 1995 espone alla Galleria Comunale d’Arte contemporanea di Arezzo nella mostra Arezzo 95 dalle ultime generazioni , catalogo a cura di Loffredo Michele con introduzione di Enrico Crispolti.
Nel 1996 Sansepolcro, città di Piero della Francesca, gli dedica la sua prima antologica allestita nei locali della ex chiesa di San Giovanni, dove anticamente si trovava il Battesimo di Piero della Francesca. Sempre nel 1996 partecipa alla mostra “Lontano da Itaca”.
Nel 1997 la Galleria La Loggia a Sansepolcro gli dedica una mostra personale, esponendo sia opere recenti che opere storiche, suscitando forte interesse nel pubblico.
Sempre dal 1997 frequenta la scena artistica parigina, le sue opere sono esposte a Saint-Germain dalla Galleria G.N.G., che si occupa della loro diffusione nelle principali fiere d’Arte europee. Nel 1998 partecipa a Colori su Fonopoli , mostra organizzata dalla Galleria Navona 42 di Roma in collaborazione con il cantante Renato Zero. Sempre in questo anno i suoi Libri d’Artista vengono esposti nella mostra Original Book, itinerante in varie sedi internazionali. La città di Saint-Emillion lo nomina tra i membri della Jurat de Saint-Emillion e in questa città sono tuttora esposte le sue opere nei locali del Museo della Ceramica.
Nell’anno2000 viene organizzata dalla Galleria Navona 42, al teatro Valle di Roma, la mostra Lo Specchio che fugge , grandi sculture in ceramica e opere digitali. Sempre in questo anno inizia la produzione di carte dedicate ai Bestiari immaginari esposti per la prima volta a Roma nella libreria Bibli dalla galleria Navona 42.
Nel 2002 la Galleria La Loggia di Sansepolcro ospita di nuovo nei suoi ampi spazi una personale dell’artista “Dal visibile all’invisibile”, pubblicando un catalogo dedicato alle opere eseguite nell’anno 2001, con critica del Prof. Emidio De Albentiis.
L’artista ha esposto nelle città di New York, Londra, Parigi, Vienna, Gand, Strasburgo, Ginevra, Dusseldorf, Nizza, Milano, Roma, Bologna, Firenze, Perugina e Bari.