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Lodola non ama rivelare i propri progetti e quindi, incontrandolo,
abbiamo preferito concentrarci sulla sua personale visione
dell’arte….composta da luce, musica…
Navigando, ho avuto modo di visitare www.lodoland.com , il
tuo sito internet.
La scelta di questo nome a dominio mi ha sorpreso..richiama
un mondo, una dimensione…
?
Tutto è nato dal testo critico di Alberto Fiz, che
citava il mio mondo, la mia dimensione o meglio pianeta mentale,
al contempo quindi virtuale, nel quale sono presenti tutte
le cose che mi interessano e quindi la pittura, la musica..un
pianeta come Disneyland; e quindi è nata l’idea
di lodolandia..in parallelo questa dimensione è anche
il mio studio, divenuto un luogo dove si può vivere
oltre alla pittura anche la musica,creare video..per intenderci
una factory alla Wahrol.
Una factory quindi, in qualche modo simile alla dimensione
di Mark Kostabi?
Beh sinceramente non ho una conoscenza approfondita della
factory di Kostabi ma per intenderci mi discosto in parte
da questa visione (n.d.r. Mark Kostabi si avvale di assistenti/collaboratori
per la realizzazione delle opere; delega quindi a terzi l’aspetto
pratico della realizzazione del dipinto) , io vivo le cose
in prima persona e quindi in partciolr modo l’aspetto
prastico della realizzazione del dipinto, mi alterno tra i
materiali, tocco con mano e quindi divento artigiano, elettricista..
Ti senti quindi maggiormente Artista o Artigiano?
Artigiano senza dubbio, o meglio elettricista - il concettuale
lo lascio ad altri; io amo vivere le situazioni, i materiali…mi
impegno in prima persona senza risparmiare energia…faccio
quello che mi piace, partendo da un progetto, da un disegno..inserisco
luminosità, fattore per me assolutamente vitale.
Il termine Artista è ormai inflazionato, io cerco il
contatto diretto con la gente, un riscontro vero, tangibile..
Parliamo
di contaminazioni…come ti sei avvicinato a questa dimensione?
La musica in primis, è un elemento del quale non posso
fare a meno, è la colonna sonora della realtà
ed avvicinarsi è istintivo, mi cimento anche in prima
persona.. (molti pittori di cimentano con la musica).
LA musica è energia, l’elemento che ti permette
di vedere in modo diverso la realtà delle cose.. mi
piace collaborare con i musiciti, ad esempio con i Bluvertigo,
i Timoria..e andare alla ricerca di un linguaggio universale
dell’Arte…e poi se facessi solo quadri mi annoierei,
devo in qualche modo spaziare, sperimentare, cercare..
Pensi che queste contaminazioni abbiano agevolato
la diffusione delle tue opere nel mercato internazionale?
Aiutato si ma è necessario definire il senso di questa
affermazione, non sono il tipo che si cimenta in calcoli,
tanto meno di mercato, diciamo che collaborare con la musica
ad esempio, mi ha permesso di toccare una fascia di pubblico
più ampia perché è istintivo osservare
la copertina di un CD e chiedersi “chi ha fatto questo
o quello”…è questione di accessibilità;
d’altronde anche Telemarket, seppur tanto criticato
e al contempo Art’E’..rendono l’Arte accessibile,
a portata di una fascia più ampia di persone –
oramai pochi si possono permettere di entrare in Galleria;
e poi ricordiamoci che l’arte si apprezza anche in relazione
al grado di conoscenza che si ha…la bellezza deriva
quello che sai di quella determinata opera e per assurdo,
può essere tutto o niente.
Arte accessibile quindi…le tue figure estremamente
semplici quasi spiazzanti, istintive, denunciano proprio questo..
Devo la mia capacità di sintesi agli egiziani, in grado
di sintetizzare una storia con pochi segni e immagini celebrando
così la vita stessa.. vivere è vivere, semplicemente
questo, senza concettualismi, …l’istintività
è oro...
Il 2004 è iniziato, quali prospettive per il
mercato dell’arte?
Il mercante, il critico, la Galleria…tutti elementi
già superati…per me l’ideale sarebbe ritrovarsi
tutti insieme, in fiera, una volta al mese..per osservare,
capire-
Ormai le mostre sono dispersive, noiose ed elitarie…
esistono le nuove tecnologie, perché dunque non utilizzarle!
La mancata vendita di opere o la crisi del settore, possono
essere prevedibili se persiste questo rifiuto..vorrei quindi
notare un cambiamento tangibile….una vera evoluzione..
Concludendo, prossimi progetti per il 2004?
… un calendario di nudo (ride..!)…da alternare
all’almanacco tecnico/pratico stilato, fortunatamente,
anche per il 2004; non si rivelano gli impegni, sarò
scaramantico ma porta male…!!
Marco Lodola
http://www.lodoland.com
Biografia
Marco Lodola è nato a Dorno(Pavia) il 4 aprile
1955.
ha frequentato l'Accademia delle Belle Arti di Firenze e Milano.
Agli inizi degli anni '80 intorno alla Galleria di Luciano
Inga Pin, a Milano, ha fondato con un gruppo di artisti il
movimento Nuovo Futurismo, di cui il critico Renato Barilli
è stato il principale teorico.
Dal 1983 ha esposto in grandi città italiane ed europee
quali Roma, Milano, Firenze, Bologna, Lione, Vienna, Madrid,
Barcellona, Parigi e Amsterdam.
Ha partecipato ad esposizioni e a progetti per importanti
industrie quali Swatch, Coca Cola, Vini Ferrari, Harley Davidson,
Ducati, Illy(collana delle tazzine d'autore), Valentino.
Nel 1994 è stato inviato ad esporre dal governo della
Repubblica Popolare Cinese nei locali degli ex archivi della
città imperiale di Pechino.
Nel 1996 ha iniziato a lavorare negli Stati Uniti a Boca Raton,
a Miami e a New York.
Ha partecipato alla XII Quadriennale di Roma e alla VI Biennale
della Scultura di Montecarlo.
Diverse le sue collaborazioni con scrittori contemporanei
tra cui Aldo Busi e Marco Lodoli, e con musicisti: gli 883
di Max Pezzali, i Timoria e Jovanotti.
Nell'estate del '98, su incarico della Saatchi & Saatchi,
ha eseguito i disegni per le affiches di Piazza del Popolo
a Roma, per l'Opera lirica Tosca di Puccini.
Nel 2000 Lodola, da sempre legato al tema della danza, è
stato incaricato dal Teatro Massimo di Palermo di realizzare
Gli avidi lumi, quattro totem luminosi alti sei metri, raffiguranti
episodi significativi delle nove opere in cartellone. Le sculture
rimarranno esposte nelle maggiori piazze cittadine, come è
già avvenuto a Montecarlo e al Castello Visconteo di
Pavia.
Ha realizzato il premio musicale Tribe Generation e il Premio
musicale Roxy-Bar ed il premio cinematografico Brescia Musci
Art.
È autore delle opere assegnate ai vincitori dell'edizione
2001 del Premio letterario Nonino e dell'opera ideata appositamente
per la prima edizione del premio San Faustino-Single dell'anno,
assegnato a Enrica Buonaccorti.
Nel 2001 è stato incaricato di curare l'immagine del
Carnevale di Venzia. Per l'occasione la Fondazione Bevilacqua
La Masa ha organizzato la mostra "Futurismi a Venezia"
con opere sue e di Fortunato Depero.
Hanno scritto di lui tra gli altri: Vergine, Bossaglia, Mascherpa,
Seveso, Somaini, Quintavalle, Accame, Pontiggia, Carli, Sala,
Calabrese, Dentice, Restany, Coen, Bonito Oliva, Strano, Fiz,
Crispolti, Cherubini, Vescovo, Mammì, Hunter, Dorfles,
Sgarbi, Daverio.
Nel giugno 2002 ha creato la scultura luminosa "A tutta
birra" dedicata alla figura del grande imprenditore Venceslao
Menazzi Moretti, che è stata collocata nel nuovo Parco
cittadino di Udine, la dove sorgeva il primo stabilimento
della fomosa birra
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