Intervista con Mark Kostabi

on contenti delle innumerevoli considerazioni espresse nel corso del 2003 rispetto all’opera di Mark Kostabi, abbiamo voluto incontrarlo, per tentare di comprendere la sua dimensione, il Kostabiworld…

Dal 1984 ad oggi si sono susseguiti, da parte della critica ma non solo, innumerevoli tentativi di coniare definizioni in grado di sintetizzare la sua personalità, il suo essere “Artista” contemporaneo. Lei come preferisce contribuire?


Il mio contributo alla storia dell’arte è dato soprattutto dai miei 15.000 dipinti talmente fantastici, da risultare sempre diversi tra loro. Inoltre ha fatto notizia il fatto che ho parlato apertamente e liberamente del business dell’arte, visto che fino ad oggi questo era considerato un tabù per un artista. Ho parlato sinceramente del mio studio Kostabi World dove oggi dipingono oltre 20 collaboratori ed il numero, vista anche la richiesta delle mie opere, è destinato ad aumentare.

Sul “linguaggio universale dell’arte” hanno studiato e studiano ancora, numerosi ed illustri artisti; anche lei segue questa chimera, ci può illustrare perché la sua ricerca dovrebbe essere considerata vincente?

I miei dipinti sono una sintesi ed un compendio dell’arte più sublime ed eccelsa espressa sino ad oggi e pertanto, un monitoraggio sulla stessa. Appezzerete nei miei quadri i colori puliti e netti, frutto d’attento studio e ricerca. Suono il pianoforte ed ho un’innata passione per la musica e pertanto, vorrei essere considerato un musicista che compone una melodia vibrante composta in libertà rispettando una rigida alchimia. Tuttavia nella mia pittura, si evidenzia l’utilizzo del tratto ben definito che mi rapporta alla realtà contemporanea. La mia scelta è vincente in quanto utilizzo tecniche ed elementi che rendono grande la mia Arte, per esempio il chiaroscuro del Caravaggio, lo sfumato del Perugino, il surreale di Magritte, la melanconia di De Chirico, la serialità di Warhol.

Intervistando un’artista è istintivo usare espressioni quali “i suoi dipinti – la sua produzione”; nel caso specifico (mi perdoni la considerazione) percepisco una sensazione di disagio poiché non è propriamente corretto…alla base c’e’ il Kostabiworld non solo ed unicamente Mark Kostabi…non sarebbe più idoneo quindi usare il plurale?

Sono sempre più coinvolto in prima persona. Il Kostabi World cresce anche grazie ad Internet, infatti riesco in tutti i momenti a controllare il lavoro fatto a migliaia di km di distanza. Se poi c’è un colore, un tratto o un disegno che non mi soddisfano faccio le dovute correzioni, ed invio l’e-mail con il progetto definitivo. Quando i collaboratori lavorano per me non sono artisti individuali in quanto eseguono le mie direttive ed insegnamenti, infatti quando sono liberi dagli impegni del Kostabi World, nei loro studi e nelle loro case, dipingono in tutt’altro modo. Quindi è giusto parlare dell’artista Mark Kostabi più che dei suoi collaboratori così come si parla di Giotto o di Rembrant sottacendo le loro “scuole”.

Essendo amante della comunicazione, non evita di utilizzare internet per dialogare con il Kostabiworld, sito a New York; inoltre non disdegna l’utilizzo della rete per ottenere un feed-back da parte dell’utenza relativamente alle opere prodotte. Ha infatti più volte dichiarato, anche on line, che i suoi collaboratori sviluppano i dipinti sulla base di un progetto da lei proposto e che successivamente, il miglior dipinto o quanto meno il più votato, sarà eletto quale definitivo. Non le sembra eccessivo, considerato che il giudizio dei più, la storia lo insegna, non è vitale per testare la qualità dell’opera? Indubbiamente per il successo economico lo è..

Su questo punto non sono d’accordo con gli storici ed i critici dell’arte. Questi infatti fanno una distinzione tra le opere di Rembrant e quelle prodotte dalle botteghe o scuole. Per me tutto questo è irrilevante!
Se il quadro è un capolavoro e Rembrant l’ha firmato si è assunto a tutti gi effetti la paternità della stessa. Poca importa se è stato coadiuvato dai suoi allievi, tant’è che nella realizzazione del dipinto a cui facciamo riferimento si ammira solo l’ingegno de……….di Rembrant.

Non teme che col passare del tempo e delle mode, i collezionisti rifiutino le sue opere poiché frutto di una commercializzazione seriale dell’Arte?

Bella domanda! Credo nel mio sistema al 100%. Ho già fatto l’artista senza alcun ausilio.
Era piacevole ed avevo successo; adesso vado avanti e trovo molto interessante collaborare ed accettare i suggerimenti del pubblico attraverso Internet. Per me artisticamente è più stimolante ed interessante. Mi piace dialogare, coinvolgere ed essere coinvolto ma non è solo un discorso economico, visto che credo di aver raggiunto una certa tranquillità….faccio questo perché riesco a rendere tutto più in linea con il mio modo di essere, sono uno dei pochissimi artisti figli del XXI secolo ed oltre. Voglio precisare che il prodotto finale è sempre un olio su tela di antica memoria. Sono un’artista contemporaneo che guarda al futuro con gli insegnamenti del passato. Vorrei differenziarmi da alcuni colleghi contemporanei, da artisti che lavorano con la fotografia o con l’ausilio della stessa. Sono sicuro che le loro opere, con il trascorrere del tempo, si modificheranno nei colori e nella struttura. A me questo non piace, vorrei essere ricordato per tutto quello che ho prodotto, per i tempi a venire e far si che la mia calligrafia pittorica, resti com’è attualmente. Il mio studio è in centro e quando passeggio per piazza Navona contemplo sempre la fontana del Bernini che si trova li da oltre 500 anni. I collezionisti non rifiutano affatto il mio lavoro; è la semplice verità così come è vero che il sole nasce e tramonta.

Prossime mostre ed eventi che la vedranno protagonista?

Il 25 ottobre è stata inaugurata a Venezia un’importante mostra con oltre 180 quadri, anche di grandi dimensioni e con un nuovo libro “Kostabi a Venezia”. Quasi in contemporanea il 26 ottobre a Como, Giorgio Di Guglielmo, ha aperto una nuova galleria con una mia Personale.
Per la primavera 2004 si sta organizzando a Milano una mostra pubblica in collaborazione con lo Studio Lattuada ed è in programma a Firenze, Santo Ficara. Angelo Bucarelli, a Venezia, allestirà una mostra su una nave, mentre a maggio la Galleria De Nisi di Roma mi dedicherà una Personale presso la Reggia Di Caserta.

"Voglio esprimere il mio ringraziamento alla direzione di Gallerie Italiane e all’amico Dante De Nisi, che si è fatto promotore e paziente “traduttore” rispettando la libertà poetica – artistica del mio italiano.
Non ultimo, un invito ai miei amici collezionisti a divenire sempre più numerosi."

Mark Kostabi

http://www.markkostabi.com

Biografia
Mark Kostabi, artista e compositore, nasce a Los Angeles nel 1960 da immigrati estoni.
Cresce a Whittier, in California, e studia disegno e pittura alla California State University di Fullerton.
Nel 1982 si sposta a New York e prima del 1984 diventa una figura leader del movimento artistico dell'East Village.
Diventa un provocatorio personaggio dei media pubblicando auto-interviste che commentano la mercificazione dell'arte contemporanea. Nel 1988 fonda il "Kostabi World", una struttura comprendente uno studio, una galleria e un ufficio, famosa per il dichiarato impiego di assistenti pittori e ideatori.