Intervista con Marco Bottai della Galleria Spazia

a Galleria Spazia, a Bologna dal 1980, è riuscita nell’intento di coniugare armoniosamente maestri dell’informale e dell’astrazione italiana ad esponenti dell’arte africana e della scultura…calando spesso queste opere in un fascinoso contesto...

La Galleria Spazia ha sede nel centro storico di Bologna, in prossimità della zona universitaria dal 1980, anno di inaugurazione. Avete intrecciato la vostra storia con il fermento artistico/culturale che si respira nei pressi della location?

Solo raramente perché, a Bologna, nonostante la presenza di strutture come l’Accademia di Belle Arti e il DAMS, i fermenti artistici e culturali non sono mai stati né molto intensi né particolarmente interessanti o vivaci.

Non è possibile citare tutti gli Artisti trattati dalla Galleria Spazia perché l’elenco sarebbe troppo esteso - l’attenzione della Galleria è rivolta, infatti, oltre ai maestri dell'Informale e dell'Astrazione Italiana degli anni Cinquanta e Sessanta anche ai protagonisti dell'arte contemporanea, alle giovani proposte, alla scultura e all’Arte africana. Come siete riusciti a coordinare in modo così armonico tutte queste proposte?

E’ un percorso tutto sommato molto omogeneo e conseguenziale – innanzi tutto, alla base delle scelte c’è sempre stata una grande attenzione alla qualità del lavoro, sia nei giovani che negli artisti storici. Altro elemento che accomuna tutte le scelte è la predilezione per la pittura, (così come per la scultura), storica e contemporanea. Quindi armonizzare “la qualità” non è poi tanto difficile.
Per quanto riguarda invece l’Arte Africana, che per primi abbiamo portato in Italia e che ora sta conoscendo una grande diffusione, il nostro interesse è nato da un attenta osservazione di tutto ciò che di nuovo stava avvenendo all’estero, sia nei grandi musei che nelle grandi collezioni. A questo si aggiungono il “piacere” ed i “nuovi entusiasmi” che linguaggi diversi hanno suscitato in noi.

Abbiamo citato l’Arte Africana Contemporanea, poco diffusa in Italia ma di grande rilievo internazionale. Personalmente, quali ritiene che siano gli ostacoli che impediscono il diffondersi di queste proposte nelle Gallerie e perché la Galleria Spazia ha invece deciso di puntare su di essa?

Uno dei motivi per cui l’Arte Africana non è di larga diffusione è sicuramente quello logistico, fermo restando il fatto che l’accettazione di nuovi linguaggi, di tecniche e materiali diversissimi, richiede sempre tempi molto lunghi, in Italia in particolare.

Il recupero architettonico di Villa Paleotti Isolani (Minerbio-BO), suggestivo esempio di architettura cinque-seicentesca ha aperto nuovi orizzonti alla vostra Galleria, si susseguono, infatti, eventi di rilievo internazionale…..

Effettivamente lo spazio di Villa Paleotti isolani, con la sua antica e sobria struttura, con i bellissimi affreschi attribuiti, tra gli altri, a Ludovico Carracci, con il suo parco (dove inizieremo a breve un lavoro sulla grande scultura), costituisce un contenitore pressoché unico, dove passato e presente dialogano in una armonia straordinaria: le opere di Boetti, di Mapplethorpe, sotto gli affreschi, erano ancora più magiche…
Sicuramente questa nuova sede ci sta facendo pensare ad un diverso modo di lavorare, vedremo quale…

La Galleria è presente in rete con http://www.galleriaspazia.com – preferite intendere il sito come strumento di marketing o sfruttate maggiormente le potenzialità comunicative?


Il Sito noi lo vediamo unicamente come strumento di comunicazione; se poi, ogni tanto, c’è una traduzione commerciale dei contatti, ben venga, ma non è il nostro principale obiettivo.

Prossime mostre ed eventi?

Stiamo definendo i programmi per la prossima stagione, ma non possiamo ancora fare “nomi”…Sicuramente Spazia a Bologna si occuperà, come da un po’ di tempo a questa parte, prevalentemente dei giovani riservando invece i grandi eventi per la Villa Paleotti Isolani a Minerbio.

 

SPAZIA, Via dell'Inferno 5
40126 Bologna
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