Intervista con Giuseppe Cremonini della Galleria Quadrum
iuseppe Cremonini, titolare della Galleria Quadrum apre le porte delle propria Galleria...fondata nel 1992 ad Imola insieme alla moglie Paola come naturale prosieguo della precedente attività di galleria da lei svolta a Verona sin dal 1981...


La Galleria Quadrum tratta Arte Moderna e Contemporanea: il personale gusto del Gallerista trova ancora un giusto spazio nell'orientarsi in questo vasto panorama Artistico?

Certamente il gusto personale è e rimane determinante, ma che risulta comunque "sensibile" alle attuali tendenze del mercato.


In Galleria troviamo Opere di Renato Guttuso, Enrico Bay, Paolo Quaresima…di certificata qualità e valore. Al momento dell'acquisto quali sono le più frequenti richieste del "collezionista tipo"?

Il collezionista chiede principalmente sicurezza su vari fronti:
dal punto vista dell'autenticità delle opere, visti gli avvenimenti che hanno interessato il mondo del mercato dell'arte nell'ultimo anno. Chiede sicurezza sul valore del proprio investimento, cioè sulle eventuali possibilità di disinvestimento ed a che quote.

La Galleria si è recentemente trasferita a Villafranca di Verona; cosa significa affrontare un trasferimento per una Galleria?

Il trasferimento è dovuto a ragioni personali ed ha causato dei costi sia diretti che indiretti; soprattutto per la perdita di contatti con i collezionisti in ambito "locale". Quei collezionisti cioè che passavano regolarmente in galleria per poter visionare le novità e per scambiare idee ed opinioni; la Galleria cioè come punto d'incontro intellettuale.


E' in costruzione il sito www.galleriaquadrum.it ; come è nata questa scelta? Di quali servizi potranno usufruire gli utenti al termine dei lavori?

La costruzione del sito vuole essere un modo per allargare le possibilità di contatto con il pubblico in una maniera differente ed innovativa; la possibilità di mantenere ed ampliare i contatti all'estero, soprattutto in Germania. Per il rapporto con i collezionisti, il sito però paga all'inizio, il prezzo della mancanza del contatto personale . Analogamente esso dà però la possibilità a chi è lontano, o non ha tempo, di poter vedere facilmente e comodamente molte opere e decidere, anche senza impegno, quale visionare. Resta pertanto, per me determinante, il contatto personale tra gallerista e collezionista. Se una persona è davvero un amante dell'arte, non acquista opere d'arte ne' con il mouse e ne' con il telecomando. Sono un cultore della tecnologia , ma le opere d'arte non essendo un prodotto industriale, necessitano di quella valutazione visiva, tattile , olfattiva, di feeling; che solo il contatto diretto e ponderato può far apprezzare. Acquistare un opera d'arte non è solo un mero fatto economico ma ha il valore della ricerca, della scoperta, del confronto. Non con il Mailing postale o pubblicitario, oppure la Tv dove vengono abilmente descritte stratosferiche qualità di opere.

Le Fiere e le Mostre sono una tipica espressione del mercato dell'arte…come si rapporta la Galleria Quadrum con questi eventi?

Per quanto riguarda le fiere posso dire che sono una delle componenti dell'economia di mercato e che esistono fiere interessanti e non, dal punto di vista economico per i galleristi. Dove cioè si spende e si investe e si ha un ritorno sia economico e sia come immagine. Vi sono però altre fiere dove l'utente finale è solo il gallerista; ovvero il business è solo per l'organizzatore. Per questi motivi e perché nel corso degli anni penso di aver partecipato abbastanza a questo tipo di manifestazioni (c'è stata come ho già detto prima, una flessione del mercato e dell'affluenza di compratori alle fiere) ho deciso, per ciò che mi riguarda, di organizzare il mio lavoro in maniera diversa, il sito è una di queste componenti. La fiera rimane comunque un punto d'incontro per i Galleristi ed i collezionisti più assidui. Dà inoltre un idea del "polso" del mercato. Per le mostre invece ho intenzione di proporre delle cose nuove tramite il sito. Prosegue comunque il lavoro anche di organizzazione di mostre in luoghi pubblici; l'ultimo esempio mi ha visto come prestatore delle opere della Divina Commedia illustrata da S. Dalì che è in corso al Palazzo dei Congressi a Ravenna fino al 22 Dicembre 2002.


Il 2003 è alle porte, cosa consiglierebbe agli utenti che desiderano investire in Arte?

Con un 2002 di un'economia in "convalescenza" e con i PIL in Europa che pur "a pelo" restano però positivi; ho un "sentimento" ottimista per il 2003, soprattutto per la seconda metà dell'anno. C'è stata nel 2002 una caduta di valori per alcune tipologie di opere rispetto agli anni precedenti; e prima che cominci la ripresa è meglio pensare a cosa eventualmente acquistare. Si vede già un recupero dei valori di borsa rispetto allo scorso anno. D'altronde alcune tipologie di opere d'arte risentono più di altre degli andamenti del mercato economico/finanziario, anche perché sono soggette ad interventi speculativi veri e propri. Il collezionista per investire ha bisogno di fiducia in generale e sia di prospettive per il futuro e mi sembra che il 2003 abbia i requisiti per possederle entrambe. Come gli operatori di borsa, anche i galleristi consigliano l'acquisto di quelle cose che hanno a magazzino! Comunque forse perché se non facessi questo lavoro vorrei fare il collezionista, consiglio le opere di quegli autori che amo ed in cui credo. Dobbiamo ricordare che molti di quelli che ora vengono considerati Grandi Maestri, nella loro gioventù sono stati semmai derisi perché non capiti od apprezzati. Il collezionista proprio per amore dell'arte deve avere anche voglia di prendersi qualche piccolo rischio per innovare la propria collezione ora; per avere poi in futuro la soddisfazione, insieme a chi l'ha consigliato, "di averci visto giusto!" . Ci sono autori invece che tratto solo se mi vengono richiesti, forse perché non rispecchiano i miei gusti. Io, oltre a tutte queste cose, consiglio sinceramente di acquistare opere nelle, e non solo dalle, gallerie d'arte dove il contatto diretto, assiduo, personale e continuo con il gallerista è determinante.

Concludendo, è possibile trarre un bilancio del mercato dell'Arte nel 2002? Cosa sarebbe necessario migliorare nel 2003?

Come l'economia in generale il bilancio dell'arte per il 2002 lo vedo a chiazze ma sostanzialmente convalescente, cioè con molte sofferenze. Per il 2003 dato che il nostro settore è comunque un settore voluttuario è auspicabile, come peraltro sono convinto, una crescita sia nei volumi che nei valori. Di migliorie si ha sempre bisogno, non credo di avere una ricetta particolare. Posso solo esprimere ciò che penso: affinché i collezionisti comprino è anche necessario che la loro fiducia nel mercato venga da autentiche od archiviazioni che non siano messe in discussione ogni decennio. Gli archivi svolgono una funzione molto importante nel mercato dell'arte. Purtroppo la dichiarazione di autenticità o di falso è a volte viziata, se non da malafede, dalla presunzione, essendo eredi dell'artista ed aver creato una Fondazione, di detenere il potere assoluto di avallare od affondare un opera. Non sono per nulla sufficienti questi requisiti per essere all'altezza del compito svolto!! Qui torna nuovamente in ballo il rapporto tra collezionista e gallerista, quale sorta di consulente di fiducia.

GALLERIA QUADRUM Arte Moderna e Contemporanea

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