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galleria è stata inaugurata nel febbraio 1994 con la
mostra Dadamaino, Morellet,
Uecker cui è seguita la mostra personale
di Bruno Querci e successivamente quella
dell'artista inglese Alan Charlton.
Il senso dell'operare della galleria è quello di individuare
artisti di diverse generazioni, alternando italiani e stranieri,
per cercare di creare un dialogo-confronto e fornire un panorama
il più possibile articolato sul contemporaneo inteso
come ciò che già nel presente è anche
memoria futura perché riesce a far percepire nuove
possibilità conoscitive originando nuove aperture.
I quotidiani accadimenti, quindi, divengono contemporaneità
in arte, nel senso che intendo, solo in quanto costituiscono
corpo enigmatico dell'anima dell'opera: dispersa la sua circoscritta
fisicità essa viene percepita nell'unitarietà
del reciproco coinvolgimento di tutti gli elementi che la
compongono e la ripetitività che gli è propria
si fa contemporaneità nell'unicum che la costituisce.
In questo senso le esposizioni vengono pensate dagli artisti
in stretta connessione con lo spazio espositivo in modo che
opera e ambiente si integrano in unitarietà.
In occasione di ogni mostra viene pubblicato un catalogo bilingue,
con un saggio critico, la riproduzione delle opere installate
in galleria e un apparato bio-bibliografico.
Dal 1994 la galleria partecipa ad Art Cologne
ed Arte Fiera Bologna e dal 1995 ad Art Basel;
dal 1999, in occasione delle fiere, viene pubblicato un Booklet
bilingue con un testo introduttivo e un apparato iconografico
che illustrano e documentano le esposizioni presentate.
A arte Studio Invernizzi dal 1994, definisce “la
ricerca di un dialogo-confronto tra Artisti di diverse generazioni
e nazionalità”, il senso del suo operare. Come
vi siete avvicinati a questa dimensione che ancora oggi, risulta
di grande attualità?
Credo che l'arte non abbia un confine territoriale demarcato
da generazioni e nazionalità, ma sia invece una continua
apertura all'universo del senso.
Il dialogo-confronto sta nel cercar di far cogliere al fruitore
che l'arte non ha confini territoriali mentre è l'immagine
creata che deve generare stupore.
Pino
Pinelli, Bruno Querci, Alan Charlton, Mario Nigro…questi
sono solo alcuni degli Artisti che soventemente animano, con
le proprie installazioni/esposizioni, l’A arte Studio
Invernizzi. Quale rapporto ama instaurare con gli Artisti?
La continuità del rapporto Gallerista/Artista, può
contribuire ad accrescere secondo lei, la qualità dell’attività
espositiva che si va organizzando?
La galleria lavora direttamente con gli artisti che propone
e, come si può notare dalle mostre già presentate,
vi è una continuità per il fatto che il senso
del mio operare a Milano come gallerista è innanzitutto
quello di presentare artisti che operano in Italia e all'estero
il cui creare si basa su una conoscenza integrale dell’uomo,
cioè che indagano conoscitivamente la realtà
che sta a monte della percezione visiva.
A arte Studio Invernizzi è impegnata anche
in Fiere di livello internazionale, come Art Cologne, Art
Basel…ormai dal 1995 – ritiene che vi siano oggi,
punti di contatto tra il panorama artistico internazionale
e quello italiano? La vostra Galleria, milanese, ha incontrato
difficoltà nell’inserirsi in questo più
ampio contesto?
Ho collaborato più volte alla realizzazione di mostre
in Musei o Istituzioni pubbliche in Italia e all'estero e
prima dell'estate è stata inaugurata al Palazzo Imperiale
di Innsbruck la mostra Im Element. Rodolfo Aricò Rudi
Wach.
Per quanto riguarda le fiere d'arte internazionali le stesse
permettono di presentare il lavoro svolto in galleria a un
pubblico diversificato, ciò che consente di confrontare
le scelte fatte.
A Arte Studio Invernizzi non ha mancato di creare
il proprio sito web http://www.aarteinvernizzi.it
- da quali esigenze è nato questo progetto?
Il sito da noi creato rispecchia l'operare della galleria.
Infatti è stato pensato come una prosecuzione delle
nostre pubblicazioni realizzate in occasione delle mostre
e cerca di fornire al pubblico, attraverso le immagini, le
mostre presentate.
Fare
il Gallerista a Milano è considerato da molti un vantaggio,
per molti aspetti tra i quali, la possibilità di entrare
più facilmente in contatto con il mercato internazionale
dell’Arte. La città come reagisce a questo fermento
artistico? I milanesi e le istituzioni, sono attente alle
iniziative artistiche private?
L'arte italiana, anche se poco supportata dai nostri enti
pubblici, ha sicuramente un respiro internazionale e la possibilità
di poter operare a Milano è sicuramente un fatto positivo
poichè facilita i rapporti con il pubblico del mondo
dell'arte.
Penso che visitare le mostre ed avere il contatto con l'opera
d'arte sia una cosa completamente diversa da quella di visitare
mostre virtuali.
Le mostre virtuali possono dare un elemento di informazione
come guardare un catalogo o visitare un sito internet ma non
sicuramente creare le emozioni che l'opera d'arte genera con
il contatto diretto.
Il 2 Ottobre inaugura in Galleria la mostra “Azota”
di Gianni Asdrubali: può darci qualche anticipazione?
In mostra verranno presentate opere inedite dal titolo Azota,
testimonianza di un lavoro di estrema tensione tra strutturazione
e destrutturazione dinamica del corpo del vuoto incentrandosi
nell’immagine che è sintesi di un momento come
figura della propria contraddizione di senso.
A arte Studio Invernizzi
Via D. Scarlatti 12 (angolo via B. Marcello)
20124 Milano
Telefono : 0229402855
Fax : 0229402855
EMail : aarteinvernizzi@tin.it
Web : http://www.aarteinvernizzi.it
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