|
a
relazione tra l'arte e la Famiglia Colossi inizia si può
dire prima della Seconda Guerra Mondiale ad opera di papà
Luigi che era piccolo collezionista nonché pittore
dilettante.
Le macerie delle guerra sotterrano anche queste attività
per cui si salta agli anni sessanta per riprendere l'interesse
verso la pittura con un commercio diremmo porta a porta in
ambito strettamente locale.
Constatato che l'attività prende piede si decide di
fare il salto e di aprire la galleria, siamo nel 1974, che
viene gestita dalla moglie, signora Antonietta, e dalla figlia
Erminia.
Si incomincia con artisti bresciani per passare all'inizio
degli anni ottanta a nomi di portata nazionale come Guttuso,
Sassu, Annigoni, Cascella, Purificato, etc.
A metà degli anni ottanta si partecipa alle fiere del
settore incominciando da Arte Fiera di Bologna e da quella
di Milano.
A metà degli anni novanta si ritira dall'attività
la moglie Antonietta alla quale subentra il figlio Daniele
che anche attualmente gestisce la galleria assieme alla sorella
Erminia.
La Galleria L'Incontro ha aperto i battenti nel 1974 avendo
come obiettivo primario il promuovere occasioni di incontro
tra collezionisti ed artisti. Ritiene che questo obiettivo
della Galleria L'Incontro sia ancora attuale e/o attuabile?
Per capire il significato di questo proposito occorre
fare un passo indietro e considerare quale era il contesto
socioeconomico nel quale si trovava la galleria nel 1974.
Il cosiddetto " miracolo economico " italiano degli
anni 50/60 a ben pensare non solo aveva interessato solamente
il Nord Italia, ma da questo erano rimaste escluse intere
regioni del Nord come il Veneto e tutta la Provincia.
Negli anni '70 parte del consolidato miracolo economico si
spostò in provincia il cui benessere crebbe considerevolmente.
Una fiorente ed intraprendente Classe Media pose lo sguardo
oltre il contingente ed il necessario ed oltre a ciò
che rendeva bello e luccicante approda all'opera d'arte vista
come status symbol che come aspirazione culturale.
Il mezzo televisivo era ancora monopolio dello Stato, la sua
diffusione non capillare, la tecnologia mancava del colore.
La nostra galleria era, insieme ad altre, immersa in questa
realtà di provincia.
Allo scopo di attirare i collezionisti e battere la concorrenza
venivano organizzate delle mostre sempre con la presenza dell'artista,
il quale esponeva la sua tecnica pittorica ed il suo percorso
artistico. Chiaramente si incominciò con artisti locali
che eseguivano pittura formale, in alcuni casi di notevole
qualità artistica, passando velocemente ad artisti
di notorietà macroregionale o nazionale estendendo
il campo di interesse anche all'arte informale, all'arte povera,
etc.
Il dichiarato "incontro" tra collezionisti ed artisti
incominciò ad andare oltre la conoscenza fisica, sarebbe
stato a quel punto troppo riduttivo, assumendo i connotati
di una introduzione e comprensione di altre espressioni artistiche
quali l'Informale ed altro, senza che tutto ciò sconvolgesse
quella che era la linea artistica della galleria.
Agli esordi quindi portare l'artista, del quali si poteva
solo leggere sui giornali, a contatto con il cliente era senza
dubbio un colpo ad effetto. Oggi le mutate condizioni delle
comunicazioni hanno ridotto o annullato la distanza tra il
personaggio ed il pubblico per cui la presenza dell'artista
alla manifestazione, pur sempre gradita, non fa più
l'effetto di una volta.
Resta comunque attuale, e noi cerchiamo di farlo con le mostre
personali, la parte più nobile di questa proposta e
cioè l'incontro tra il collezionista e l'arte di un
certo autore.
Esponendo una serie di opere una accanto all'altra, informando,
spiegando, il collezionista entra nello spirito di un certo
artista e sovente ne apprezza la forma espressiva anche partendo
da presupposti completamente diversi. Grazie a questa nostra
opera di mediazione la gran parte dei nostri collezionisti
può spaziare da Cascella a Scanavino, da Guttuso a
Dorazio con immutata ammirazione e trasporto.
Cosa significa quindi per lei essere gallerista oggi?
Facendo ricorso alla retorica questa sarebbe una bella
domanda, altrimenti è una domanda quasi banale che
comporta una risposta ovvia e scontata. Infatti dal momento
che la figura del Mecenate è scomparsa da circa due
secoli, il gallerista non è che un qualsiasi commerciante
che compra e rivende il prodotto di terzi o fa da tramite
tra il produttore e l'acquirente.
Quindi in nuce è un lavoro non dissimile da quello
di qualsiasi altro commerciante.
Con una differenza purtroppo notevole in quanto che nel mentre
assistiamo ad una generale selezione qualitativa del commercio
in genere, quello dell'arte ha attirato, crediamo nella errata
convinzione di facili guadagni, una folta schiera di persone,
molte delle quali, sprovviste di remore morali, hanno portato
nell'ambiente dell'arte, nella più benemerita delle
considerazione, frivolezza ed approssimazione. Hanno quindi
trasformato il loro, ed elusivamente loro, ambiente artistico
in un mondo patinato e rutilante dove bazzicano cicisbei e
damigelle di corte, talora anche vetuste, offerte a listino
e talvolta a saldo.
Riteniamo quindi che oggi come ieri il gallerista debba essere
un abile mercante, meglio se è anche amante dell'arte,
attento all'evoluzione dell'arte e del mercato, attento a
cogliere frutti, tra i molti, che non marciscono e non di
una sola pianta. Inserito, a differenza di ieri, in una società
complessa, deve abbandonare lo spirito viveuristico a favore
di una marcata professionalità in tutti i suoi aspetti.
La Galleria tratta prevalentemente artisti affermati. Perché
a suo parere si rivolge maggior attenzione agli artisti storici
del '900 piuttosto che ai giovani emergenti che rispecchiano
la realtà attuale?
La politica della galleria dipende dal mercato nel quale
è inserita.
Per nostra esperienza ci risulta difficile vendere opere di
artisti che non abbiano una notorietà almeno macroregionale,
siano essi giovani o meno.
Al contrario di altre gallerie non siamo alla ricerca del
giovane da lanciare, il quale peraltro finisce spesso per
essere concupito, ma cerchiamo di offrire al collezionista
certezza dell'investimento. .
Chi si rivolge al giovane pensando che l'uovo di oggi possa
diventare gallina domani non si rivolge a noi ma a quelle
gallerie che praticano per scelta tale politica. Chiaramente
noi rispettiamo tale impostazione, ma non ci sentiamo di praticarla
per l'assunto precedente ed anche per gli sforzi delle molte
apparenze che tale politica comporta.
Noi riceviamo tramite posta o per posta elettronica dalle
dieci alle venti proposte di collaborazione settimanale sia
dall'Italia che dall'estero, anche dalla Cina e dalla Russia.
Purtroppo i nostri impegni di lavoro il più delle volte
non ci permettono neanche di aprire queste offerte. Vogliamo
quindi approfittare dell'occasione per chiedere scusa ai mittenti,
ma con tutta sincerità non abbiamo il tempo materiale
per ascoltare anche gli sconosciuti.
Che cosa ricerca secondo lei il collezionista al momento
della scelta e dell'acquisto? Qualità e valore artistico
sono due elementi che possono ancora coesistere?
Possiamo rispondere prendendo come riferimento la nostra
clientela. Il nostro cliente tipo è una persona di
una certa disponibilità finanziaria ed amante dell'arte.
Egli considera inoltre l'operazione un investimento ed in
quanto tale privilegia la qualità al costo. Qualità
e valore artistico vanno poi di pari passo ed il collezionista
sa che un pezzo di qualità, sia esso un disegno od
un olio, un domani sarà facilmente spendibile sul mercato.
Sotto tale ottica il collezionista vuole essere garantito
per quel che acquista per cui oltre a fornire la classica
"autentica" si danno tutte le informazioni che si
riescono a reperire tipo esposizioni, pubblicazioni, etc.
Per noi questo è prassi e professionalità e
notiamo che questo è molto apprezzato dal collezionista.
Recentemente la Galleria L'Incontro ha partecipato ad Arte
Fiera presentandosi con Salvo, allestendo quindi un padiglione
monotematico. Generalmente in queste manifestazioni le gallerie
preferiscono offrire una panoramica al collezionista piuttosto
che concentrarsi in particolare su un artista. Quali le motivazioni
di questa scelta?
Diciamo che più che una nostra scelta è un suggerimento
molto caldo di Arte Fiera di Bologna, suggerimento che cerchiamo
di raccogliere.
D'altronde è in questo senso che si stanno muovendo
le maggiori fiere europee del settore e quindi anche Arte
Fiera di Bologna, alla quale, val la pena ricordarlo, abbiamo
quasi ininterrottamente partecipato fin dai primi anni, quando
questa era ampiamente snobbata dalle gallerie più in
vista. Questo come immagine è senz'altro più
di prestigio, ma dal momento che la rosa dei nomi tra i quali
si può scegliere non è certo vasta, oltre all'investimento
che comporta, crea non poche difficoltà per il reperimento
delle opere. Sotto questo punto di vista sarebbe più
opportuno dare a tutti una chance in più dando possibilità
di portare più autori, chiaramente in numero limitato.
Anche la rosa dei nomi a nostro parere andrebbe allargata
in quanto che con alcuni autori si deve incominciare a parlare
più di antiquariato che di arte moderna.
Si renderebbe in tal modo la manifestazione più frizzante
ed in ultima analisi più appetibile per il pubblico
europeo.
La Galleria L'Incontro è stata una delle prime gallerie
in rete, dove presenta un vasto numero di opere scelte tra
le disponibili in galleria. Osservando il passato e valutando
gli obiettivi, quale funzione ha assunto internet per la galleria
e quale utilità
.
La consapevolezza di andare in rete la recepimmo esattamente
nell'estate del '96.
A quella data, che può sembrare remota alla luce dello
sviluppo di internet, c'era non solo la difficoltà
del collegamento, ma anche la mancanza di adeguate conoscenze
della tecnologia internet. Comunque finalmente ai primi del
'98 riuscimmo ad andare in rete.
Pensavamo anzitutto ad internet come ad uno strumento comunicativo
anche se le notizie che rimbalzavano dagli Stati Uniti ci
davano qualche ragionevole certezza sulle opportunità
commerciali che offriva la rete. Passò un anno prima
che si incominciasse a raccogliere qualche frutto.
Questo lasso di tempo ci permise però di capire con
calma il mezzo tecnologico ed alla fine ad avocare a noi la
gestione del sito, cosa che quindi attualmente facciamo dallo
scatto della foto, al suo trattamento ed inserimento nelle
pagine, con il vantaggio della economicità di gestione
e della puntualità. Il sito, non accattivante nella
forma grafica per nostra scelta, ma di estrema navigabilità,
è stato via via arricchito di nuovi contenuti e con
la versione inglese per renderlo intelligibile ai nostri numerosi
visitatori stranieri. Lo sviluppo del sito non è detto
che sia finito, anzi prosegue ed a breve passerà dal
collegamento ISDN a quello ADSL.
Quali gli obiettivi e i progetti per questo anno in corso?
La stagione espositiva volge ormai a termine perché
incomincia in autunno e finisce in primavera per cui in cantiere
resta ormai poco.
Volendo tracciare il programma per il prossimo anno esso si
impernia come di consueto su due o tre personali, due collettive
e la partecipazione a quelle quattro o cinque fiere che non
collidono con la nostra attività espositiva in galleria.
Abbiamo già chiaramente delle idee la cui possibilità
di realizzazione si potrà incominciare a vedere tra
qualche mese. Nella passata stagione durante l'estate abbiamo
allestito in galleria una mostra di grafica offerta con consistenti
sconti.
Abbiamo voluto provare per non lasciare scoperto il periodo
estivo dal momento che da più di dieci anni abbiamo
abbandonato l'esercizio della galleria estiva che tenevamo
a Sirmione, abbandono resosi necessario perché logisticamente
defatigante.
La mostra di grafica ha avuto un successo imprevisto per cui
pensiamo di ripetere l'esperimento anche quest'anno.
Galleria L'INCONTRO
Piazza Erbe 46
25032 Chiari (Brescia)
Telefono : 030712537 / 030712537
Fax : 030712449
Email : info@galleria-incontro.it
Web : http://www.galleria-incontro.it
|