 ntonio
Colombo Arte Contemporanea è il risultato di una
sfida giocosa e di un desiderio: mettere in campo l'esperienza
e la passione del collezionista e dell'imprenditore, e impegnarsi
più a fondo nel mondo dell'arte, per favorire la conoscenza
e la crescita di una realtà artistica giovane - ma non
giovanilista, e non esclusiva -, in alcune accezioni espressive
non sempre visibili nell'ambiente milanese, come quelle che
si avvalgono di un mezzo così tradizionale e tuttavia
ancora così stimolante come la pittura. Il ruolo e l'immagine
della galleria, così, si è andata precisando nel
corso delle quattro stagioni di attività, attraverso
esposizioni apparentemente eclettiche, ma di fatto mirate a
sperimentare e a verificare l'esistenza e la possibilità
di nuovi percorsi della pittura.
La Galleria è perfettamente inserita nel panorama dell'Arte
Contemporanea milanese, ma da esso in alcuni casi si discosta
per l'espressa volontà di favorire "la conoscenza
e la crescita di una realtà artistica giovane.. che
si avvalga di un mezzo così tradizionale e tuttavia
ancora così stimolante come la pittura". Come
è nata l'idea di favorire questo aspetto dell'arte?
Perché è spesso trascurata. Anche se non è
una scelta esclusiva. Molti dei nostri artisti privilegiano
la pittura, ma chi frequenta le nostre mostre trova molto
spesso anche opere video, fotografie e sculture. Diciamo che
non è tanto il mezzo espressivo a interessarmi, ma
la qualità artistica.
Quali
ostacoli la Antonio Colombo Arte Contemporanea ha dovuto più
frequentemente affrontare nel favorire la crescita di una
"realtà artistica giovane ma non giovanilista
ed esclusiva"?
A volte ci si trova un po' isolati, quasi in controtendenza.
Intendo dire che l'interesse verso la giovane arte italiana
è limitata a qualche galleria, ma è spesso assente
quello delle istituzioni pubbliche: pochissimi acquisti da
parte dei musei; e anche pochi musei. Fortunatamente però
ci sono realtà importanti. Penso al Castello di Rivoli
- che lavora con continuità da oltre dieci anni a livello
internazionale - alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo -
un felice esempio di sinergia tra pubblico e privato - a Palazzo
Forti, al Museo Pecci e anche a un collezionismo privato attento.
A
dimostrazione del fatto che la Galleria non adopera scelte
giovaniliste ed esclusive, si potrebbero citare due Artisti
in permanenza: Mario Schifano e Debora Hirsch .
Di Mario Schifano è presente in Galleria una ricerca
artistica importante all'interno della sua produzione: 3000
scatti fotografici con interventi pittorici; Debora Hirsch,
è una artista giovane, molto interessante, di 35 anni.
Due realtà artistiche differenti che trovano un'unica
destinazione
.quali elementi ritiene accomunino i due
artisti?
Può sembrare incoerente ma c'è una linea in
qualche modo figurativa che caratterizza la galleria. Sono
sempre alla ricerca del genius loci e mi lascio appassionare
dalle opere
un misto di intuito, competenza e attenzione.
La cura latina, forse.
La
Galleria ha partecipato a Mi-Art 2002 proponendo per il padiglione
Anteprima Donatella di Cicco mentre, per il Padiglione Contemporanea
Andrea Salvino. Complessivamente l'esperienza è risultata
positiva? Avete già pensato come affrontare il 2003?
La formula del doppio stand ci ha permesso di presentare
appieno il lavoro della giovanissima Donatella Di Cicco, dedicandole
una vera e propria mostra personale nella sezione anteprima.
Nello stand contemporanea abbiamo invece presentato "Italia
mia", una selezione di opere di tutti gli artisti della
galleria.
Per il 2003 intendiamo continuare con questa stessa formula.
Con www.colomboarte.com
la Galleria apre i battenti anche agli utenti del web, in
modo pratico e funzionale; alle soglie del 2003 si può
ritenere indispensabile realizzare un sito internet per una
Galleria o si tratta ancora di una scelta dettata unicamente
dal personale interesse?
Ritengo sia fondamentale avere un sito web per una galleria.
Permette di creare contatti e di svolgere un lavoro fondamentale
per la circolazione delle idee, presentando nel modo più
completo il lavoro degli artisti che lavorano con la galleria,
attraverso le immagini delle opere, testi critici, e quant'altro.
Alcuni
dei vostri artisti però si direbbe che cerchino di
sfuggire alle nuove tecnologie. Mi riferisco a Lorenzo Scotto
di Luzio, Andrea Contin e a Pierluigi Calignano, l'artista
della vostra prossima mostra.
Non direi che Contin e Scotto di Luzio non usino le tecnologie,
mentre Calignano effettivamente procede attraverso un recupero
dell'attività artigianale del lavoro dell'artista.
La sua personale, a cura di Raffaele Gavarro, s'intitola "80.000".
Inaugurerà il prossimo 30 gennaio, ma sul sito è
già disponibile il comunicato stampa.
Investire in arte nel 2003, per la Antonio Colombo Arte
Contemporanea, cosa significherà?
Come sempre proporre con continuità nuove mostre,
curarne i cataloghi, segnalarle ad un vasto pubblico, potenziare
il sito web, l'ufficio stampa, partecipare alle fiere d'arte
e comprare le opere, etc..
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