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nuovo punto d'incontro con l'arte, il design e le nuove tendenze
esiste a Bologna dal 1998 . Si chiama Catùs e si trova
nel cuore del centro storico, nella zona universitaria, in
Via Giuseppe Petroni. I
Si suona il campanello e si sale al primo piano attraversando
la soglia inizia l'esperienza, in un ambiente accogliente
e senza formalismi. Lo spazio è ampio luminoso e ben
articolato. Un contenitore ideale per diversi stili e forme
d'arte.
Le esposizioni sono curate, illuminate e allestite dall'architetto,
che crea atmosfere appropriate alle opere esposte. "...ogni
volta cerco di creare un contesto, una energia un micro mondo
appropriato per le opere che espongo non solo per valorizzare
il lavoro di ogni artista, ma anche per introdurre le persone
che visitano il mio spazio nello stato d'animo giusto... chi
viene a visitare Catùs non deve sentirsi estraneo all'evento."
A questo punto non resta che parlare con l'ideatrice di questo
mondo e cercare di conoscere gli obiettivi, i progetti e il
perché ha deciso di intraprendere quest'iniziativa.
(Gallerie Italiane)Come è nata la idea di creare Catùs?
E' nata forse dal mio bisogno di raccontare, di fare vedere.
Tutti questi anni ho lavorato come progettista architettonico,
principalmente ristrutturazioni e interni. Il bisogno di essere
contornata di oggetti e di opere belle mi accompagna da sempre.
Ho conosciuto molta gente di talento che non aveva successo
e altri di successo senza nessun talento. Erano più
di dieci anni che nella mia testa avevo questa idea di presentare
personaggi e creare situazioni piacevoli durante le quali
le persone si possano conoscere e fare conoscere nuovi protagonisti.
Catùs esiste perché io l'ho creato ma soprattutto
perchè esistono artisti di talento, perché le
persone hanno voglia di conoscergli e di avere le opere che
loro propongono. Esiste perchè il nostro lavoro e quelli
degli artisti che formano parte di Catùs è stato
costante e continuativo e perchè stiamo crescendo tutti
assieme
Quali
sono i criteri che adotti nella scelta di un artista?
Sono una persona molto intuitiva che si fida delle proprie
sensazioni. Questo è il primo approccio con le opere
di un artista. Devono incuriosirmi, sorprendermi e soprattutto
trasmettermi un chiaro messaggio.
Quale messaggio?
Semplice o complesso, diretto o nascosto, buono o cattivo...
non ha importanza. Poi subentra l'artista: ci deve essere
coerenza tra lui come persona e le sue opere. Se questa coerenza
non c'è, per me è truffa. L'operazione commerciale
non m'interessa. Amo gli artisti che spogliano le loro anime
e comunicano con le loro opere provocando questo mondo superficiale
e pieno di maschere raccontando e trasmettendo le loro emozioni.
Questo è il filo conduttore per la scelta degli artisti
di Catùs, al di là della tecnica e delle forme
di rappresentazione. Poi certo, subentrano le biografie, le
quotazioni, eccetera, ma sempre in secondo piano
Qual è la tua posizione riguardo alla Computer
Arte?
Io amo l'essere umano e ciò che crea con le proprie
mani, perché portano la sua energia e quindi la Computer
Art non la considero una vera e propria manifestazione d'Arte.
Il computer è un mezzo, ma non è un pennello
perché il creatore si limita a manomettere una immagine
già esistente o a crearla dalla scelta da tanti elementi
che non gli appartengono. Il risultato può essere molto
interessante, esteticamente apprezzabile, unico per la propria
originalità, non dubito, ma per me non ha per il momento
più valore di questo. Vedremo
Cosa
pensi delle Gallerie Virtuali ed in generale all'Arte in Internet?
... dopo avere braccato la soglia della diffidenza e capito
l'utilità dei computer, considero tutti i servizi che
ne derivano indispensabili per svolgere una qualsiasi attività.
Ancor più importante la velocità con la quale
arrivano e partono le informazioni. Le Gallerie Virtuali sono
a mio avviso un ottimo mezzo di risposta per la curiosità
di chi è lontano o non può raggiungere la sede
e quindi l'opera in originale. L'energia e l'intensità
di un opera d'Arte non è assolutamente paragonabile
ad un'immagine su uno schermo ed ancora una volta il computer
come mezzo è indispensabile ma non protagonista.
tati.
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