Intervista con Daniele Palazzoli della Galleria Blu

a Galleria Blu, fondata a Milano il 27 Aprile 1957 da subito si interessa e lotta per l'affermazione delle avanguardie del dopoguerra organizzando mostre personali di artisti quali Appel (1961), Burri (1958), S.Delaunay (1976), Dubuffet (1960), Fontana (1964) e, delle "avanguardie storiche", di cui ha ospitato le principali mostre come "Futurballa"(1959), Severini (1963), Depero (1955) e "Omaggio a Boccioni"(1966).
Inoltre la Galleria Blu ha rappresentato per prima in esclusiva mondiale Burri (1959), Vedova (1960) e Fontana (1957), a cui ha dedicato una mostra nel 1999, in occasione del centenario della nascita dell'artista, dal titolo: "Stasera inauguro la mia mostra da Palazzoli", citando il titolo che Fontana diede ad una sua opera per celebrare una sua personale alla Blu.
La mostra collettiva per i quarant'anni di attività della Galleria Blu vide esposte opere degli artisti rappresentati in esclusiva (1997) come Chadwick (1998), Schultze (1998), mentre nell'anno in corso, la Galleria Blu ha ospitato la mostra "i 4 Blu", dedicata a Klee, Kandinsky, Feininger e Jawlensky e "Sensorialità e astrazione"e, personale del maestro Agostino Bonalumi.

In un primo tempo la ricerca della qualità e della coerenza con le attività del passato, sono state le prerogative della Galleria Blu che però negli ultimi anni si è aperta anche agli emergenti. Quali le motivazioni di questa "scommessa" con il futuro?
Il nostro primo obiettivo è tutt'oggi quello della coerenza con l'attività del passato e quello della ricerca della qualità. Sembrerebbe contraddittorio ma la nostra "scommessa" per il futuro è la riscoperta del passato, ossia la valorizzazione di quegli artisti che non hanno ancora raggiunto il giusto riconoscimento sia da un punto di vista delle loro quotazioni di mercato che della loro popolarità a livello internazionale.
Per quanto riguarda gli artisti emergenti, nella miriade delle nuove tendenze raramente abbiamo trovato artisti degni di essere oggetto di una mostra personale; quando capita non ci lasciamo sfuggire l'occasione di "aprire" ai giovani, come nel caso della mostra del tedesco Herbert Hamak.
La Galleria è caratterizzata da attività espositive di notevole qualità e di respiro internazionale, come l'appena conclusa mostra Die Blaue Vier dedicata a Kandinskji , Klee, Jawlensky e Feininger. Ritiene che la Galleria, con sede a Milano, sia favorita per quanto riguarda lo sviluppo di relazioni con l'estero?
Ha stabilito partnership o collaborazioni di matrice internazionale?
Avere sede a Milano sicuramente ha la sua importanza, ma più che il luogo contano i quarantacinque anni di storia della galleria, da sempre attenta alle avanguardie storiche internazionali; fra le altre cito le mostre di Yves Klein del 1969, di Jean Dubuffet del 1960 e del 1993 e di Wols del 1960 e del 1994.
Una delle prerogative della Galleria Blu è quella di promuovere i propri artisti organizzando esposizioni e instaurando rapporti di collaborazione con prestigiose gallerie e musei in Italia e all'estero; per fare qualche esempio è del 1959 la mostra organizzata dalla galleria Blu: "I pittori italiani a II Documenta Kassel" con Vedova, Burri e Fontana, del 1965 la personale di Fontana alla galleria Abels di Colonia, del 1966 quella, sempre di Fontana, alla Galerie Bleue di Stoccolma e del 1986 la mostra a Palazzo Reale che il Comune di Milano dedica a Giuseppe Santomaso con la supervisione della nostra galleria.
E' sempre più difficile per il Collezionista, distinguere opere di qualità nel mercato attuale.
In questo particolare momento, ritiene che il Gallerista debba assumere più frequentemente le vesti del consulente d'arte piuttosto che del "mercante"?
La Galleria Blu ha sempre, da mio nonno in poi, ritenuto che il ruolo del consulente d'arte fosse fondamentale e complementare al ruolo del "mercante".
A tal proposito, quali ritiene che siano le migliori prospettive di investimento per l'anno 2002 e quali le motivazioni….
Sicuramente tutti quegli artisti su cui la storia ha già dato il suo verdetto positivo ma che hanno ancora grossi margini di rivalutazione delle attuali quotazioni, fra questi Bonalumi, Schultze e Chadwick.
La Galleria è presente in rete con un sito che si differenzia dalla totalità dei siti di Gallerie d'Arte specie per quanto riguarda le Opere. La scelta di non presentare le immagini delle opere ma di elencare unicamente gli Artisti trattati da cosa dipende?
Il sito della galleria è sprovvisto di immagini poiché siamo convinti che, considerate l'importanza degli artisti e la qualità e rarità delle opere da noi trattate, sia più consona una visione dal vivo delle stesse da parte del fruitore. Non essendo noi un museo, non pubblicare opere on line è anche un modo per difenderne l'immagine.
L'apertura della Galleria ad internet è stata sostanzialmente positiva? Quali obiettivi vi proponete di raggiungere tramite questo mezzo di comunicazione?
L'apertura della Galleria al web è sicuramente stata positiva.
L'obiettivo era ed è quello di essere facilmente reperibili sfruttando le nuove tecnologie, quello di farci conoscere anche dal mondo di internet attraverso la nostra storia e i comunicati stampa delle nostre mostre e, grazie anche a siti come il vostro, ci stiamo riuscendo ampiamente.