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incontrato nel suo particolare ed affascinante atelier, Sergio
Frascari…pittore definito dalla critica “delle
magiche atmosfere”…
Estratto dall’intervista video (vedi filmato 56K) (vedi filmato adsl)
L’opera nasce e prende forma sul supporto…tela,
tavola…cosa preferisce in linea di massima utilizzare
e perché?
Amo la tela, specie se di buona qualità. Per questo
mi affido ad un amico, artista, che prepara questo supporto
per molti pittori….preparo le tele a rovescio, al fine
di poter utilizzare la parte più ruvida del supporto…dopodiché
preparo un fondo casuale e da questo momento l’opera
comincia a prender forma… .
Prima di accostarsi alla tela conosce già
quale sarà il soggetto dell’opera oppure, preferisce
lasciar fluire le emozioni e scoprire passo a passo cosa desidera
realizzare?
Sono
solito preparare un fondo casuale per poi andare a riprendere
il colore fresco, olio soprattutto …poi lo applico dove
intendo ridipingere..
Adesso utilizzo le mani, ma è possibile usare anche
un pennello largo… faccio una figura che si stende,
viene giù e comincio a giocare sulle ombre che può
avere.. seguo la parte esterna come se fosse la veste dell’ambiente
che la circonda…nel mentre annullo le righe che possono
essere fastidiose, mi allontano…
Non conosce il soggetto della sua opera eppure agisce
con intenzionalità; i suoi gesti non appaiono come
casuali..sembrano al contrario aver una direzione prestabilita…
E’ una provocazione continua verso l’oggetto
che sto facendo …verso me stesso…non conosco quello
che potrò trovare in questo quadro quindi mi piace
anche rovinare quello che ho fatto..cercare altri particolari,
sottolinearne alcuni…sfumarne altri…
È
quindi come cercare il senso della vita, della scoperta…
questa provocazione è una fida compagna…
Si io la chiamo provocazione. Anche verso i metodi di lavoro
è provocazione perché e decisamente atipico
un pittore che lavora e dipinge con le mani. In questo modo
sono però libero di forzare le figure che ho fatto,
di cercare della sbavature,….io lascio che cada.. la
pittura ha già vissuto il periodo della figurativo
e la fotografia a ha ucciso il figurativo in qualche modo;
c’è una ricerca di senso, di colore che dia emozioni
concrete e libertà all’osservatore.
Il colore è alla base delle sue opere…quasi
un segno distintivo…
Le increspature della tela, gli effetti cromatici….
vorrei che gli osservatori mi riconoscessero per lo stile
o per la tecnica. Non c’è niente di peggio per
un artista che vedere un osservatore che si china a leggere
la firma..non deve rimanere in memoria il cognome ma quello
che faccio…

Sergio Frascari
Sito: http://www.frascari.it
E-mail: sergio@frascari.it
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