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aureata
in Semiologia del colore all' Università di Bologna,Elena
Arzuffi dall' 86 al 94 ha insegnato Computer Grafica all'
Istituto Europeo di Design di Milano e prodotto immagini digitali.
Dal 1998 realizza disegni, fotografie, video digitali e installazioni.
Tra Le recenti personali si possono ricordare a Dicembre,
l'installazione video "Volata via" a cura di Gabi
Scardi alla galleria Estro di Padova; a Marzo 2001 "Backup"
presso la galleria Maria Cilena Arte Contemporanea di Milano;
"L' età dell' oro" a cura di Giulia Bellarosa
Rocca Malatestiana di Montefiore Conca, RiminiAssociazione
Culturale M.A.R.E (Settembre).
Non ultimo, 2000 - 2002, la realizzazione di "Trouble
in mind" in www.blackmaria.net:
Project room della Galleria Maria Cilena visibile in Activewrlds
CHELSEA@20S4EfacingN e, la partecipazione ad Arte fiera di
Bologna, Gennaio 2002, per la Galleria Estro di Padova.
Il bisogno di raccontarsi e di raccontare prende forma
nelle sue fotografie, light-box e video che, fermano istanti
di un percorso introspettivo che la caratterizza.
Attimi raccontati da "Non ho paura" vengono interrotti
da "Back up" che suggeriscono la necessità
di fermarsi, attendere e valutare.
L'istinto è lo spunto del racconto che prende forma
però successivamente, a seguito di un lavoro lento
e preciso, a volte fotogrammi
Quale valore attribuisce a questo processo di lavorazione
e quali le sensazioni che caratterizzano il suo far arte?
Il valore che contraddistingue il mio lavoro è quello
della comunicazione. Le sensazioni che racconto sono quelle
che più mi affascinano e di conseguenza sono le meno
usuali. I video sono veri e propri racconti costruiti con
disegni e fotografie che fermano attimi della memoria e descrivono
il percorso d'introspezione. L'opera visualizza uno stato
d'animo e la sua dimensione è inversamente proporzionale
alla sua intensità..
E' diffusa l'idea che non sia importante la tipologia del
materiale utilizzato ma che nel campo dell'Arte contemporanea
fondamentale sia il processo introspettivo che è alla
base.
E' concorde con questa definizione? Potrebbe essere limitante
dal punto di vista dell'Artista?
Tutti dicono che nell'arte l'importante è avere qualcosa
da dire, ed è sicuramente vero che la soluzione visiva
deve generare interesse.
Non credo sia condizionante il materiale usato per ottenere
il risultato, l'importante è riuscire a dire quello
che si vuole dire. Talvolta è il materiale stesso che
stimola la creatività per la sua consistenza tattile
o per la sua valenza cromatica. L'immagine artistica comunica
nella sua globalità e si deve tener conto quindi che
il messaggio che trasmette è relativo a tutte le sue
componenti
Il suo far arte quindi è un processo introspettivo
che prende forma in fotografie e video installazioni. Quale
collezionista può avvicinarsi per cultura e sintonia
alle sue Opere e con quali forme può collezionare le
stesse?
Le mie immagini si prestano a più letture, diciamo
che funzionano perché ognuno ci può vedere ciò
che vuole e ciò che vi riconosce.
Le fotografie e i light-box sono di varie dimensioni come
nel caso di: "mosca" foto di 20 centimetri per 30
e "lampione" light-box di 50 centimetri per 70 per
10 (in questa pagina).
Le videoinstallazioni comprendono oltre al video, disegni
e fotografie che descrivono i passi più incisivi del
racconto. Sono quindi, questi, elementi che compongono l'opera
e possono diventare lavori singoli da collezionare.
Arte/cultura/novità sono tre elementi che potrebbero
coesistere perfettamente ma che trovano difficili riscontri
nel panorama dell'Arte italiana. Numerose quindi sono le difficoltà
che un Artista deve superare prima di poter trovare un proprio
spazio, specie se caratterizzato da video installazioni o
light box.
Cosa consiglierebbe agli Artisti che desiderano proporsi in
questo particolare momento e quale la sua personale esperienza
in merito?
Abitando a Milano non è stato difficile trovare
persone, che fin dall'inizio, mi hanno incoraggiato e aiutato.
Oltre alle gallerie esistono luoghi, di contatto per artisti,
come Viafarini e Care/of in cui persone del settore sanno
indirizzare chi sta cercando di costruirsi un curriculum sperimentale.
La cosa più importante è avere idee molto chiare,
credere nella propria linea creativa e ascoltare i consigli
degli addetti che conoscono meglio l'ambiente artistico.
La volontà di sperimentare che la caratterizza,
le ha permesso di scontrarsi o incontrarsi con internet?
Ho usato la rete fin da subito, perché avendo lavorato
come realizzatrice d'immagini digitali avevo una certa dimestichezza
con il settore. Poi ho avuto la possibilità di fare
una personale in ActiveWorld il cui indirizzo di accesso è:CHELSEA@20s4EfacingN
grazie alla gallerista Maria Cilena che ha uno spazio virtuale.
Internet offre la possibilità di parlare d'arte(mail,
siti,ecc.) ma sicuramente anche di fare arte. Si possono realizzare
lavori che prevedono la rete come strumento artistico interattivo.
Premettendo che le video installazioni sono quasi sempre
contestualizzate , ritiene che variando il contesto le stesse
possano assumere un diverso valore e significato? Nel caso
in cui vengano pubblicate in internet?
Le mie videoinstallazioni contengono pochi elementi leggibili
e comunicano emozioni lucide e riconoscibili, quindi anche
se modificate non perdono il loro significato, cambiano il
modo di comunicarlo. In rete si può vedere la foto
di una installazione come in questa pagina si vede un'inquadratura
parziale di "Volata via" realizzata alla galleria
Estro di Padova nel dicembre 2001. La foto descrive ma non
trasmette il coinvolgimento tipico di una installazione. Comunque
si potrebbe ricostruire l'installazione come ambiente tridimensionale
in internet e poi con il mouse muoversi al suo interno e cosi
visitarla virtualmente. Le emozioni sarebbero diverse ma la
visione dell'ambiente sarebbe quasi reale.
Importanti progetti la vedono a breve coinvolta, dove
potremo ritrovare Elena Arzuffi e le sue Opere?
Uno per tutti: la prossima mostra della Fondazione Sandretto
Re Rebaudengo "exIT: geografia della Creatività
italiana" a cura di Francesco Bonami nuovo curatore della
Biennale Arti Visive.
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