Intervista con Davide Frisoni

nche questo mese presentiamo un pittore emergente per dare la possibilità ai nostri utenti di conoscere meglio ed in anticipo rispetto alla maggioranza del mercato, un Artista che comunque è già celebrato ed atteso come un grande protagonista dell'immediato futuro in Italia e all'estero, Davide Frisoni. Nato a Rimini, dove tuttora vive e lavora, nel 1965.
Dopo essersi diplomato al Liceo Artistico di Rimini e all'Accademia di Belle Arti di Bologna inizia una intensa attività di illustratore e scenografo e, dal 1996, di pittore.
Ha al suo attivo un considerevole numero di mostre personali e collettive. Dal 1996 fino alla primavera del 1999 la sua ricerca pittorica è incentrata sullo studio intimistico della figura umana. Nel frattempo vince per due volte il concorso internazionale Roma 2000 edizioni '98 e '99 che lo vedrà protagonista in una serie di collettive a Roma, Firenze, Venezia e Parigi, organizzate dalla Galleria Il Collezionista di Roma. Dall'estate del 1999 inizia una ricerca, tutt'ora in corso, sulla luce e il colore che ha come soggetto la realtà normale, la realtà incontrata, lo stupore della quotidianità. La strada diventa il luogo privilegiato di questa ricerca, con le sue auto,fanali, semafori, temporali, lampioni...
Queste opere sono state presentate nell'autunno del 1999 in una personale alla Galleria La Nave Và di Rimini con straordinario successo che lo ha portato, ad essere finalista al Premio Morlotti 2000 di Imbersago, alla mostra collettiva Promesse alla Galleria Forni di Bologna, il Premio Treccani e ancora il Premio Morlotti di Imbersago nel 2001.
Ultimamente assieme a questo lavoro, stanno prendendo corpo alcuni quadri dedicati al ritratto, in cui la ricerca sulla luce e' intensificata dalla mancanza dei colori, infatti sono realizzati in bicromia. Tutti i quadri qui presentati sono realizzati a olio su tela e vanno da una dimensione minima di cm.25 x 30 fino a cm.200 x 190 .

Davide, dipingi dai ritratti ai paesaggi nei quali la presenza dell'uomo è solo rappresentata dai suoi manufatti e mai da persone fisiche, fanno parte di due ricerche pittoriche temporalmente distanti o coesistono tuttora?

Coesistono ed interagiscono tra loro; lavoro anche contemporaneamente su ritratti e vedute di strade o boschi; ultimamente anche corride. Tutto questo perché quello che mi interessa dipingere è ciò che incontro, senza alcun pregiudizio o preconcetto. Insomma, non mi faccio problemi se quello che incontro è bello o brutto, se è pittorico o se non lo è, a me interessa la realtà così come mi viene incontro.
Quali sono quindi i temi che senti più vicini ?
Partendo dal punto di vista dell'incontro non può che interessarmi tutto, anche se non nascondo che ciò che mi attrae di più in questo momento sono le scene di corride.
Sarà perché sono l'emblema della vita fortemente vissuta.Vi trovo infatti segni di tutte le emozioni umane, dalla sfida uomo-bestia, vita o morte, alla trascinante sensualità dei movimenti del torero e del toro quando sono vicini. c'è tutto, dall'amore all'odio, la forza e l'astuzia ma soprattutto l'imprevidibiltà del toro, ciò che nessuno può calcolare a priori, quel punto della realtà che in ambito normale possiamo chiamare "circostanza" ciò a cui sei chiamato a rispondere e quindi a "incontrare".
Di recente il grande pubblico ha potuto apprezzare le tue opere, grazie a mostre personali ed a Telemarket, per i nostri tanti utenti artisti, l'affermazione dipende da episodi casuali o va perseguito fermamente?
Va perseguita senza farsene una malattia. La prima cosa è lavorare. Provo a spiegarmi. Nella mia seppur breve storia ho imparato che ciò su cui non si può transigere è la qualità dell'opera. Quando lo tolgo dal cavalletto deve essere un quadro risolto, senza cadute di tensione e di stile. Questo non per accontentare i possibili clienti - siano essi occasionali o galleristi - ma per una responsabilità personale, una educazione personale a "stare" all'opera. Quella che segue è la descrizione della mia vita negli ultimi cinque anni: lavorare tutti i giorni (fino all¹anno scorso per campare facevo il decoratore, ma mi imponevo di dipingere almeno due ore al giorno), interessarsi del lavoro di altri artisti, "rubare con gli occhi" - come dicevano i nostri vecchi - sperimentare tecniche, formule di preparazione e di esecuzione, telefonare a galleristi per poterli incontrare, dipingere
tutto, un incontro importante nel 1996 con il pittore Moscatelli che conosceva le tecniche antiche, 'spaccarsi la testa per trovare "l'idea geniale" è stupido e mi fa perdere tempo...' mi dissi nel 1999, lavorare bene contro tutto e tutti, un'altro incontro con il pittore Mazzotta di Firenze mi aprì gli occhi alla "realtà" che c'è, un dato preciso, concreto,
dall¹Amleto "...ci sono più cose in cielo e in terra...che nella tua Filosofia...". Da qui in poi la consapevolezza di dover "stare"alla realtà. E' il 2000. Era il momento di cercare di farsi vedere: 1° un catalogo importante (che ho finito di pagare a dicembre) che documentasse il mio lavoro con testi scritti da amici poeti che erano rimasti colpiti dalle opere,
2°un amico aveva appena imparato a fare le pagine Web per internet e gli ho chiesto di farmi il sito, lo ha fatto gratis!!!
3° una pubblicità sulla rivista Arte (ve lo consiglio solo se siete certi delle vostre opere).
4° è arrivata TELEMARKET
E¹ stata e sarà dura...ma ne vale la pena; infondo ciò che ho sempre
desiderato era dipingere...
Come ricordiamo ai nostri lettori e navigatori hai un sito personale www.frisonipittore.com che tipo di utilizzo fai del sito internet e quali pensi che siano le opportunità per un Artista che derivano da questo veicolo di comunicazione?
E' un archivio immagini sempre aggiornabile senza dover stampare cataloghi di continuo. Le gallerie sono quasi tutte in rete e via internet è più semplice contattarle...tu vedi cosa trattano loro e loro possono vedere i tuoi lavori, basta inviargli una e-mail con l'indirizzo del tuo sito...di solito gli danno una sbirciatina. Lo uso soprattutto per comunicare via e-mail con le persone che visitano il sito e mi scrivono. Faccio ricerche su artisti che mi interessano. Compro cataloghi e prenoto ingressi per le mostre importanti.
Ogni Artista desidera che la diffusione delle proprie Opere sia a livello internazionale, ma l'affermazione viene spesso ostacolata da vari fattori che nelle precedenti interviste hanno messo in evidenza anche i galleristi stessi, lo consideri un punto di arrivo importante o pensi sia più importante il mercato italiano.
Non mettiamo limiti alla provvidenza... A parte gli scherzi. E¹ importante tutto il mondo dell'arte, italiano o estero che sia. Se ci sono le opportunità sarebbe da idioti non approfittarne...è chiaro che tutto dipende da ciò che uno vuole fare. Dal mio punto di vista esportare le proprie opere all'estero è un'occasione ulteriore per lavorare più seriamente.

A livello di esperienza personale, come è possibile affermarsi nel mercato internazionale?
Ancora una vera possibilità non l'ho avuta; ci sono dei contatti grazie alle trasmissioni televisive e a internet, ma più di questo non
saprei...importanti sono i rapporti che nascono strada facendo, "il famoso 'passaparola' funziona sempre" diceva David Ogilvy.
Progetti futuri?
Il primo e il più importante è dipingere... E'in corso a Cortina presso lo show room di Telemarket una collettiva con pittori scomparsi e viventi tra cui Sironi, Burri, Celiberti, Aman etc....e io). Verso la fine di aprile/maggio farò una mostra alla Rocca Bentivolesca di Bazzano Emilia voluta e patrocinata dalla Provincia di Bologna, c'è in forse una mostra a Colonia per giugno, il 12 ottobre inaugurerò la mostra alla Galleria dell'immagine di Rimini organizzata e patrocinata dall'Assessorato alla Cultura di Rimini...e naturalmente Telemarket