Intervista con Franco Beraldo

ranco Beraldo è nato nel 1944 a Meolo un piccolo paese situato tra i fiumi Sile e Piave in provincia di Venezia.
Ancora ragazzo si trasferisce con la famiglia a Mestre, dove attualmente vive e lavora.
Per la sua formazione artistica è stato importante l’incontro con il pittore Guido Carrer e fondamentali per la sua ispirazione i frequenti e lunghi soggiorni nell’Italia del sud e soprattutto in Sicilia.
Ha iniziato l’attività artistica nel 1965, partecipando a concorsi, rassegne, mostre personali e collettive, riscuotendo numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Burano per la pittura nel 1981.
Ha allestito numerose mostre personali e ha partecipato a importanti collettive a Venezia, Treviso, Padova, Rovigo, Genova, Ferrara, Abano Terme, Firenze, Pordenone, Trieste, Roma, Napoli, Palermo, Catania, Bologna, Pescara, Foggia, Bari, Conegliano, Dolo, Castelfranco Veneto, Udine, Mestre, Madonna di Campiglio, Torino, Arzignano, San Dona’ di Piave, Ragusa, Copenaghen, Ginevra, Madrid, Brescia, Bassano.


Franco Beraldo è citato in particolar modo per l’utilizzo dell’Affresco strappato, tecnica poco diffusa ma di sicuro interesse. Ci può illustrare di che cosa si tratta e come si è avvicinato a questa dimensione?

Giungere alla tecnica dell’affresco è stata per me quasi una necessità interiore, un bisogno di approfondire di più il mio linguaggio estetico.
Avevo bisogno, quando dipingevo solo ad olio atmosfere quasi monocromatiche, di colori più veri e che rimandassero con maggior forza al ricordo, colori più interiori. Capii che questo mi poteva venir offerto dall’affresco, così cominciai a praticarlo accompagnato da un amico e maestro di questa antica tecnica che si chiama Paolo Scarpa, assistente per tanti anni allo studio di Saetti. I risultati sono stati poi soddisfacenti ed anche ora ho un continuo dialogo con questa meravigliosa tecnica che mi permette riscoprire continuamente il comportamento del colore con la calce.

“Natura morta nel paesaggio”, questo soventemente è il titolo delle sue opere; accostare due elementi così autonomi è il risultato di uno sfogo dell’anima o piuttosto, di una osservazione globale di ciò che ci circonda?

Vede per me la natura morta è una composizione vicino alla nostra quotidianità, che passa solitamente quasi inosservata, ne sapevano molto bene i fondatori della Pop Art.
Io la esalto nel suo significato e la arrichisco con il silenzio, della visione del paesaggio, che di solito sta lontano dal nostro animo. In questa dicotomia la composizione, se è ben eseguita e fortunata, parla al visitatore attraverso una luce astratta che è quella del ricordo e dell’anima.
Di solito poi l’ambientazione è un davanzale di una finestra, dove la luce risente del dentro e fuori e questo sentimento viene accentrato.

Nella sua crescita Artistica quali le figure che più hanno contribuito? Ritiene che i giovani Artisti abbiano sufficienti occasioni di incontrare/confrontarsi con Artisti affermati?

Per la mia crescita artistica è stata importante la frequentazione negli anni ’60 della Biennale,. Di lì, ed in quel tempo, è passata veramente la storia della pittura del XX secolo. Influenti sono poi gli incontri con amici artisti, ed un atteggiamento sempre di grande curiosità ed accettazione del mondo espressivo poetico degli altri senza mai perdere di vista la verità della propria interiorità.
Per i giovani artisti penso sia fondamentale incontrare artisti più anziani e non necessariamente già affermati, ma il confronto non deve essere basato su un confronto-scontro bensì in un mutuo passaggio di esperienze, bisogna non perdere mai l’apertura verso l’altro e quindi verso il mondo. Ad un giovane direi di continuare a bussare ed a lavorare sempre tanto e di non accontentarsi mai del risultato di tenere sempre sotto controllo quella specie di vanità che ci fa considerare con indulgenza il nostro lavoro.

Il sito internet www.beraldo.it cosa rappresenta? Abbiamo osservato che è possibile acquistare on line opere, seppur unicamente grafiche; questa scelta è in controtendenza rispetto al mondo degli Artisti, soventemente schivi rispetto alla realizzazione di un sito internet. Come è nata questa idea e ad oggi, quale bilancio può trarre dell’esperienza?

Nella realizzazione del sito internet sono stato influenzato dalla proposta del mio figlio più grande, Elia, che anche lo segue e gestisce, poiché il computer non sono in grado nemmeno di accederlo.
E’ come una mia piccola personale aperta sul mondo di coloro che con curiosità si documentano attraverso internet. Con la posta elettronica sono raggiunto da persone che non avrei mai incontrato e che forse non incontrerò mai, ma alle quali la proposta del mio lavoro interessa. Per eventuali acquisti nel mercato italiano io ho un contratto di esclusiva per gli affreschi con una importante Galleria (Galleria Arte Capital di Brescia) . Per gli altri lavori, olii, acquerelli e mosaici, sono libero, e per i contatti con il mercato straniero sono completamente libero. Infatti grazie al sito ho potuto avviare un rapporto con una galleria giapponese di Tokio. Dunque è un’esperienza senz’altro positiva e penso sia lo strumento più completo per la diffusione del proprio lavoro in tutto il mondo. Certo bisogna saperlo usare e potervi dedicare del tempo, io ho la fortuna di essere aiutato da mio figlio.

Affresco strappato e non/installazione – in qualità di Artista che ama mantenere viva la tecnica dell’affresco, ritiene possibile inquadrare le installazioni come naturale continuazione dell’affrescare? Pur non essendo altrettanto eterne infatti, necessitano di uno spazio ove essere collocate per esistere e per assumere una valenza ……
Cosa pensa dell’arte digitale? Ha mai avuto occasione di approfondire questa tecnica?

Vede la vita della pittura è nell’ultimo secolo faticosa e difficile poiché tanti ricercatori hanno provato attraverso varie tecniche, ha cominciato Duchamp, a decretarne la morte e a farla diventare altro. Ma io penso che il vero “pittore” abbia un rapporto con il colore e la luce molto speciale e comprensibile soltanto da chi questo rapporto lo vive.
Le installazioni come altre sperimentazioni hanno diritto di espressione in questo tempo ma sono altra cosa della pittura che è sangue ed anima dell’uomo mescolati con la luce attraverso la porta del colore. E’ per questo che egli ha questa necessità di lavorare con il colore e per questo impulso è disposto a dedicarsi con passione e pazienza, sapendo che il suo dialogo col mondo sarà ricco di contrasti e difficoltà.
Infatti in Genesi leggiamo a proposito dei colori che ci vengono dal cielo, l’arcobaleno:

“Questo è il segno dell’alleanza,
che io pongo
tra me e voi
e tra ogni essere vivente
che è con voi
per le generazioni eterne.
Il mio arco pongo sulle nubi
ed esso sarà il segno dell’alleanza
tra me e la terra.”

Quali progetti la vedranno protagonista nel 2003?

Ho appena chiuso una mia personale alla Galleria Pont-Aven di Mantova e avuto un’intervista televisiva con uno speciale sul mio lavoro a TeleMarket 2 di Bari.
Nel prossimo 7 Giugno inaugurerò una esposizione nel museo Canoviano corredata da un nuovo catalogo con la presentazione di Paolo Levi ed un breve scritto di un altro mio figlio, Michele. Presenterò il lavoro degli ultimi 3 anni. A cavallo tra luglio e agosto allestirò una personale alla Galleria Busellato di Asiago. Poi a settembre sarò nell’Oratorio della Barchessa di Limena (PD) con il solo lavoro di quest’anno. Quindi ad ottobre una personale alla Galleria La Roggia di Conegliano e un’altra alla Galleria Riviera di Padova, poi ci saranno le fiere alle quali parteciperò con la mia galleria di riferimento. Come vede gli impegni sono molti e l’angoscia di togliere tempo al cavalletto per seguire la diffusione del mio lavoro è sempre grande.

E-mail: info@beraldo.it
Web: www.beraldo.it