Intervista con Luca Pignatelli

a ricerca artistica di Luca Pignatelli è tutta sospesa tra la fascinazione archeologica e la esplorazione del mito. La sua pittura vive della dicotomia tra lo sguardo ammirato e struggente della classicità e le pieghe polverose dell'indagine critica sugli elementi mitici del contemporaneo.
La sua poesia, e in questo sta il suo giudizio, vive nel fermo "immagine" del dipinto, della sospensione in apnea di un frame bloccato nell'attimo prima della tragedia. A lui la paura del lutto o la bellezza irraggiungibile delle effigi antiche scalfite dal tempo interessano come atti potenziali di distruzione o di estasi, non certo per l'indugio sugli scorci idilliaci o temibili. Sospesi e indolori nel tempo fissato.
Le superfici su cui l'artista interviene sono soprattutto tele di canapa cucite tra loro, pannelli industriali, coperture di cargo ferroviari, interrotti da cuciture doppie o da strappi ricuciti. Le immagini dei suoi quadri vivono così su un "campo" fatto di dislivelli e sobbalzi, di trame interrotte e pianure di colore, perché oltre che sulla tela tali immagini respirano anche sopra e attraverso le nervature e gli strappi, le cuciture e la trama lenta della canapa.
Immagini lente, fino a fermarsi del tutto. E fermandosi ci stupiscono e ci consolano. Come le immagini della memoria, che scorrono in noi per rivi imprevedibili, pronte a colpirci. Senza meste malinconie però.

GRANDI PROGETTI:
Pignatelli è trattato da famose gallerie nazionali ed internazionali; i referenti in Italia sono la galleria Poggiali e Forconi di Firenze e Fondazione Mudima di Milano, ma ormai la sua presenza sul mercato è molto più capillare.
Molte mostre pubbliche e private hanno segnato il percorso artistico di Pignatelli degli ultimi due anni, tanti anche i riconoscimenti nazionali ed esteri.

(Gallerie Italiane) In che misura le nuove tecnologie hanno influenzato o influenzeranno il mondo dell'arte e che peso hanno nella sua vita quotidiana?
(Luca Pignatelli) Personalmente non ho molta familiarità con internet, però sono convinto che le nuove tecnologie saranno uno dei principali canali di comunicazione del futuro, quindi sia io che qualsiasi altra realtà dovremo confrontarci con esse.
In che misura la presenza ed il respiro internazionale di un artista può influenzare il percorso artistico?
La presenza internazionale è ormai non solo fondamentale , ma indispensabile, infatti nell'ambito dell'arte come in ogni altro campo dello scibile umano le frontiere si sono rarefatte diventando solamente un ostacolo politico e tecnico. La cultura, il sapere e le esperienze umane solo se diventano universali si possono considerare come espressione del mondo attuale.
Per di più è stata sempre un caratteristica dell'artista la trasnazionalità, in quanto mai vincolato dal linguaggio o barriere sociali.
Con questo non voglio negare che permangano dei luoghi fisici che concentrano le espressioni artistico-culturali , come attualmente New York, ed in parte ancora Parigi.
E Milano?
Sta certamente affermandosi a livello Italiano come unica alternativa, ma siamo ancora distanti sia come mentalità che come respiro.
Obiettivi ?
Non amo parlarne, continuerò nel mio personale percorso di studio ricerca ed espressione.