|  ccostandosi
alle sue opere è impossibile non lasciarsi abbracciare
dal colore, prima evidente e fondamentale traccia d’artista….ma
oltre questo strato di materia o meglio, tra questi strati
di materia, cosa si cela?
Il moto del suono perché come dice Edmund Jabès
il sogno della riva è un’altra riva. Lo scarto
tra il modo di esprimere il colore o la materia è come
srotolare un suono, quindi la parola parte in un’immagine
stilizzata e si presta docilmente all’associazione con
i concetto di moto di passare o “passaggio” con
quell’elemento visivo che diviene centro a dire di percorsi
di viandanti :le linee e il succedersi di pulsazioni che scrivono
ritmi ed aritmie e percorsi sonori di antiche origini.
I toni caldi, vibranti predominano mentre, le tonalità
più accesse e squillanti sono tralasciate…eppure,
anche tra i Shin-On si trovano gli acuti…è quindi
plausibile chiamare in causa la scelta stilistica….?
Si, perché essa è il confine che unisce e distingue
ciò che non può essere diviso. Tutte le mie
opere sono animate da forma astratta dal reale, risuonante
nel colore interiorizza fino ad assumere differenze simboliche.
Quanto
hanno influito nel fare pittorico le sue origini giapponesi
e quanto, la cultura europea, ha contribuito a sua volta?
Entrambe vanno situati all’interno dell’equilibrio
fra la mia educazione giapponese e mediazione con la cultura
europea.
Sono rimasta particolarmente colpita dalle installazioni…che
cosa prova nel realizzare queste opere e quali differenze
riscontra rispetto alla creazione di opere su tela/carta?
Primo, io non produco niente su tela ma, su carta e legno
sono la stessa cosa. L’ installazione non è che
la realizzazione visiva della percezione sensoriale e la sua
articolazione ed elaborazione intellettuale e linguistica
che si traducono in accadimenti poetici e vengono a costruire
i fondamenti della struttura simbolica.
Avendo la possibilità di esporre sia all’estero
che in Italia, quale suggerimento darebbe ai Galleristi rispetto
alla reciproca modalità di organizzazione degli eventi
espositivi?
Io non do mai suggerimenti al gallerista. Io dipingo e sono
interessato solo alla creatività in quanto potenza
creatrice che si fa verbo. Si fa parola, essa è vibrazione
e ritmo percepito prima dalla forma e a questo proposito il
TAO ( via, ma anche “ parlare, parole”) dall’origine
genera l’uno, l’uno genera il due, il due genera
il tre, il tre genera i 10.000 esseri.
L’armonia nasce dal soffio del vuoto intermedio.
(LAO-ZI)
Prossime mostre e progetti?
Grazie alla collaborazione con la StarArte Gallery di Sesto
F.no, che mi gestisce per tutto il mondo e che si occupa del
mio archivio, sarò presente negli Stati Uniti con due
mostre:
10 agosto – 10 settembre 2004
THE DURST ORGANIZATION NEW YORK
1155 Avenue of Americas
New York, N.Y.
30 novembre 2004 – 05 febbraio 2004
CHELSEA ART MUSEUM NEW YORK
556W 22nd Street New York, N.Y. 10011
Inoltre in Italia
25 LUGLIO 2005 INAUGURAZIONE FONTANA NELLA PIAZZA
PRINCIPALE DI RIETI
commissionata dal Comune di Rieti
Biografia
SHUHEI MATSUYAMA nasce a Tokyo nel 1955.
Nel 1976, dopo aver conseguito il diploma all’Accademia
delle Belle Arti di Tokyo, si trasferisce in Italia per approfondire
la Sua arte pittorica all’Accademia delle Belle Arti
di Perugia.
1979 La Sua prima mostra personale, tenutasi a Perugia presso
L’Antico Palazzo dei Priori.
Negli anni successivi presenta oltre 50 mostre personali e
100 collettive tra Europa, Giappone e U.S.A.
Le Sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche
e privateAll’inizio degli anni ’90 si trasferisce
a Milano con la moglie e i figli dove tuttora vive e lavora.
|