Intervista con Alessandro Papetti

' difficile spiegare cose complesse in modo semplice, sostanzialmente l’elemento autobiografico vi è sempre…” abbiamo incontrato Alessandro Papetti ……

….cosa prova mentre dipinge?

E’ difficile da spiegare, tutto dipende dallo stato d’animo.
La pittura è inevitabilmente autobiografica e quindi, interviene il livello interiore, d’altronde i soggetti sono legati al reale.
Sostanzialmente è una necessità…esprimo cosa provo, cosa sento e contemporaneamente, interviene l’eccitazione del momento legata alla pittura, all’espressione pittorica.

Ritratti, interni…quanto di lei troviamo in queste opere?

E’ difficile spiegare cose complesse in modo semplice, sostanzialmente l’elemento autobiografico vi è sempre. Nel caso dei ritratti, sono concentrato in particolar modo su me stesso mentre nelle opere dedicate agli interni, è forte la manifestazione del mio rapporto con l’esterno.

Com’è avvenuto il passaggio dai ritratti agli interni?

Quando ritrai una persona inevitabilmente anche il luogo in cui questa persona si trova interviene. Vi è la necessità di unire gli elementi, di concentrarsi su di essi – hanno la stessa funzione del grandangolo, mi permettono di allargare gli orizzonti.

…..parliamo del tema dell’acqua, cos’è per lei…

Erano alcuni hanno che cercavo qualcosa…e che riflettevo; nei precedenti temi ho sempre avuto dei padri nella pittura mentre in relazione all’acqua mi sono sentito un po’ orfano.
L’acqua ha molteplici significati, è madre e nello stesso tempo inquietudine, amplifica, dona sospensione.
In verità ancora non so che cosa rappresenta per me l’acqua, ma volevo dare un senso anche alle pause del quotidiano, a quelle striscioline nere delle pellicole che separano i fotogrammi… l’acqua ha una infinita potenza evocativa.

Ma allora è l’insoddisfazione, il non concludere una ricerca, che la porta a ripercorre i temi?

No, perché solo la nascita e la morte possono scandire i tempi della nostra vita in modo netto - i periodi della vita ritornano e quindi anche i temi. E’ il reale, è la nota autobiografia che ritorna, inevitabilmente…

Cosa pensa del mercato dell’arte?

Il mondo delle Gallerie è completamente diverso da quello di un artista, ma con il trascorrere del tempo ho capito che è meglio che sia così.
Si, ci sono dinamiche da rivedere, non ci sono dubbi, ma per fortuna o per sfortuna accetti queste dinamiche come un pacchetto completo, sostanzialmente è una divisione di compiti…

E con i collezionisti, coloro che visitano le mostre…

Non posso che essere interessato alle reazioni di coloro che osservano le opere perché non ho verità da offrire….. ognuno riflette il proprio bagaglio emozionale sulle tele e, di conseguenza, pensa che esse trasmettano angoscia, serenità o altro…ogni interpretazione è corretta, la cosa peggiore in questi casi, è l’indifferenza.


Il suo rapporto con internet…?

Nullo direi, non ho mai acceso un computer…non mi incuriosisce, la massima libertà è poter decidere cosa fare, dove andare ed io, preferisco viaggiare, navigare in modo fisico ..oppure, viaggiare in senso metaforico, con la fantasia, nel mio studio…

Prossime mostre ed eventi?

Le prossime mostre avranno luogo a Parigi, Vancouver, Johannesburg, Olanda…e poi, un progetto qua a Milano..

Com’è approdato al mercato internazionale?

Ormai sono 10 anni, ho iniziato con le fiere internazionali dell’arte, all’estero però perché quelle in Italia sono poco frequentate dagli stranieri e così, delle Gallerie hanno notato le mie opere...mi sono prodigato, avevo necessità di muovermi…

Consigli ai giovani artisti…

Non penso che abbiano bisogno di consigli, quando ho iniziato io non esistevano Gallerie di rilievo che trattassero giovani artisti oppure, se lo facevano, capitava una sola volta all’anno.
Adesso molte valide Gallerie si prodigano in questo senso, ci sono molti più strumenti, riviste…forse il rischio ora è il contrario, bruciarsi troppo in fretta…



Alessanadro Papetti è nato nel 1958 a Milano, dove vive e lavora.

Mostre personali :

1984 Brescia, Galleria San Michele
1985 Milano, Galleria Schubert
Milano, Fondazione Corrente
1986 Chiavari, Galleria Busi
1987 Palazzolo sull'Oglio, Studio F22
1989 Genova, Galleria Rotta
Piacenza, Galleria 15
1990 Milano, Università Bocconi
Viareggio, Galleria Pegaso
1991 Piacenza, Galleria 15, Frammenti di memoria
1992 Genova, Galleria Rotta
Venezia, Galleria del Cavallino
Lecco, Galleria Bellinzona
1993 Bruxelles, Zedes Art Gallery
1995 Forte dei Marmi, Galleria Pegaso
Parigi, Galerie Alain Blondel
1996 Torino, Galleria Davico
Milano, Galleria Bellinzona
Lecco, Musei Civici di Villa Manzoni
Bologna, Galleria Forni
Roma, Galleria Narciso
1997 Brindisi, Galleria Il Tempietto
Parigi, Galerie Alain Blondel
Cesena, Galleria Comunale d'Arte
1998 Bruxelles, Zedes Art Gallery
Vancouver, Buschlen Mowatt Gallery
1999 Milano, Galleria Forni, Acqua
Parigi, Galerie Alain Blondel
2000 Vancouver, Buschlen Mowatt Gallery
Bologna, Galleria Forni
2001 Vancouver, Buschlen Mowatt Gallery
Chiusa (BZ), Museo Civico, Wasser
Den Haag, Olanda, De Twee Pauwen Gallery
2002 Parigi, Galerie Alain Blondel
Johannesburg, The Everard Read Gallery
Vancouver, Buschlen Mowatt Gallery
Den Haag, Olanda, De Twee Pauwen Gallery
Palm Desert, California, Buschlen Mowatt Gallery
Milano, Galleria Forni
Verona, Galleria dello Scudo
Berlino, Mudimadue